Per le università virtuose in arrivo deroghe sul reclutamentoRegole piu' flessibili per gli atenei virtuosi in materia di governance, modalita' di assunzione di docenti e ricercatori, struttura delle buste paga in base al merito

Fonte: Dire Giovani

A volerle e' il relatore della riforma dell'Universita' in commissione Istruzione al Senato, Giuseppe Valditara, pidiellino e finiano di ferro, che ci riprova: la sua proposta emendativa e' gia' stata azzoppata durante il voto dal ministero dell'Universita' che ha detto no al primo tentativo. Ora il senatore torna alla carica con un nuovo emendamento che parte da un assunto: per poter derogare gli atenei non solo dovranno essere certificati dall'Anvur, l'Agenzia di valutazione, come virtuosi (in primis serviranno conti piu' che in regola), ma dovranno sottoscrivere un apposito accordo di programma con il ministero. Dopo di che potranno, si legge nel nuovo emendamento all'articolo 14, che e' stato depositato e sara' votato la prossima settimana, "derogare alle disposizioni in materia di organi di governo dell'ateneo, di articolazione degli obblighi di ricerca e di didattica, nonche' di struttura della retribuzione, nonche', senza pregiudizio dei diritti garantiti dalla presente legge al personale universitario, in materia di reclutamento".

In parole povere potranno avere un modello di governo diverso da quello indicato nella riforma. Ad esempio il rettore potrebbe essere designato e non eletto dai docenti. Gli atenei virtuosi, poi, se passera' la proposta, potranno prevedere incentivi in busta paga decisi in autonomia per premiare i migliori. Ma anche articolare in modo diverso gli obblighi di lavoro per docenti e ricercatori e utilizzare modalita' di reclutamento diverse, come chiamata diretta, per i prof. A patto, pero', che i chiamati senza concorso abbiano l'abilitazione nazionale prevista sempre dalla riforma.

"Il pacchetto- spiega Valditara all'agenzia Dire- consente agli atenei che si distinguono per merito di avere una marcia in piu', di essere piu' autonomi e di poter diventare piu' competitivi". Il problema, ora, e' superare le diffidenze del governo. Da parte del mondo accademico, soprattutto delle universita' che gia' possono considerarsi virtuose, c'e' interesse. Lo scoglio sono i non virtuosi, ma anche il dicastero dell'Universita': la rivoluzione Valditara potrebbe lasciare un'impronta troppo netta del senatore nel testo che, gia' oggi, viste le modifiche apportate dal relatore, si configura sempre piu' come il ddl Gelmini-Valditara.