polizia a roma treRettore: violenze intollerabili. Accuse reciproche tra i due gruppi. Polemiche nel mondo politico

Fonte: Il Messaggero

Maxi rissa davanti alla facoltà di Lettere di Roma Tre a meno di un mese dalle elezioni studentesche di maggio. La rissa è scoppiata intorno alla mezzanotte tra un gruppo di appartenenti al Blocco studentesco e militanti del Collettivo. La polizia ha denunciato 17 persone per rissa aggravata e sequestrato sei bastoni e tre mazze. Sarebbero otto i feriti, refertati in ospedale con prognosi dai 5 ai trenta giorni.

17 denunciati. Sono 9 persone del Blocco studentesco e otto dei centri sociali. I denunciati hanno tra i 22 e i 35 anni.

Le due versioni contrastanti. Gli studenti di destra, secondo la loro versione, «sono rimasti feriti, dopo essere stati aggrediti da un centinaio di esponenti dei centri sociali, armati di caschi, sassi, bastoni e catene, mentre affiggevano alcuni manifesti in vista delle prossime elezioni del Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari». Opposta la ricostruzione dei Collettivi: «Stavamo attaccando manifesti intorno alla zona di San Paolo - spiegano i ragazzi dei Movimenti dell'XI municipio - quando ci siamo imbattuti in un gruppo di Casapound e del Blocco studentesco. Ne è nata subito una scaramuccia verbale e poi loro hanno provato ad aggredirci. Forse però non si sono resi conto che davanti avevano dei ragazzi che volevano reagire alle loro costanti pressioni e aggressioni. Per questo ci siamo difesi».

Allarmato il Rettore dell'Università Roma Tre, Guido Fabiani, secondo il quale «ciò che è avvenuto dimostra quanto sia oggi difficile mantenere il nostro ribadito impegno a garantire in ogni modo possibile lo svolgimento della vita democratica all'interno dell'Ateneo. Il momento sembra molto delicato e sento necessario fare appello alle istituzioni di Pubblica Sicurezza ma anche alle autorità cittadine e agli altri Atenei, perchè si collabori insieme per evitare che la situazione divenga presto ingovernabile. Qui a Roma Tre, non siamo assolutamente disposti a giustificare la violenza in base al colore politico rivendicato da chi la compie». Fabiani si dice poi «determinato a far partecipare alle prossime elezioni solo liste i cui promotori sottoscrivano esplicitamente l'impegno a rispettare i principi costituzionali».

Anche Alemanno ha espresso preoccupazione «per il clima che si sta creando all'Università Roma Tre. Bisogna fare di tutto per scongiurare il ripetersi di scontri tra gruppi militanti di destra e di sinistra e mi appello a tutti coloro che hanno responsabilità politiche perchè si adoperino in questo senso».

Gli scontri preoccupano anche la politica. Di qui l'appello del presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti che invita a battersi «affinché il confronto, anche il più duro, sia sempre tra idee e non dia mai cittadinanza alla follia della violenza». Diverso il commento del coordinatore di Forza Italia Vincenzo Piso «Se questo è il clima ad un mese dalle elezioni universitarie, dove si potrà arrivare nel corso delle prossime settimane? - si chiede - Secondo il quale è gravissimo che, facendo finta di nulla, da sinistra non si levi alcuna voce di condanna chiara su quanto avvenuto e si debba ancora assistere alle farneticanti dichiarazioni dei soliti noti prevaricatori». La sinistra dal canto suo ha parlato attraverso Andrea Catarci, presidente del Municipio XI, zona in cui sono avvenuti gli scontri: «Non è la prima volta che, all'approssimarsi delle elezioni universitarie, gruppuscoli di chiara matrice neofascista scorrazzano armati di tutto punto nelle vie limitrofe all' Università Roma Tre, all'interno di una scia di aggressioni e violenze perpetrate in città e lunga parecchi anni».