donne lavoroA Roma Tre presentato progetto su sviluppo energie rinnovabili

Fonte: Adnkronos

Indagare le opportunità occupazionali per le donne offerte dallo sviluppo delle energie rinnovabili. Questo l'obiettivo del progetto 'Wires - Women in Renewable Energy Sector', presentato nell'aula magna della facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Roma Tre, nel corso del convegno 'Green Jobs: nuove opportunità o nuovi rischi per l'occupazione femminile?'. Il progetto è promosso da Adapt (Associazione per gli studi internazionali e comparati sul diritto del lavoro e sulle relazioni industriali), in collaborazione con Università di Szeged, Facoltà di Legge (Ungheria), Upee - Union for Private Economic Enterprise (Bulgaria), e finanziato dalla Commissione europea. All'appuntamento è intervenuto anche il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Maurizio Sacconi.

"Noi dobbiamo analizzare -ha detto il ministro- ricorrentemente i fabbisogni professionali che il mercato del lavoro nel presente, e nel prossimo futuro, esprime, e questo per l'orientamento della scelta educativa ma anche formativa. Le tecnologie 'verdi' -ha sottolineato- determinano nuova occupazione e dobbiamo fare in modo che non sia solo maschile, perché c'è un tendenziale pericolo di questo tipo. Dobbiamo sapere investire -ha aggiunto- con efficacia nelle competenze e nel loro adeguamento, perché molte persone che oggi lavorano, ragionevolmente, in futuro dovranno cambiare lavoro, e chi invece entra nel mercato del lavoro avrà bisogno di investimenti per la 'transizione'".

E, sugli obiettivi in particolare della ricerca 'Wires', è intervenuto Michele Tiraboschi, giuslavorista e direttore del Centro studi internazionali e comparati 'Marco Biagi'. "Questa ricerca -ha spiegato Tiraboschi- punta ad analizzare se i lavori 'verdi' rappresentano davvero una nuova opportunità per le donne, e non un rischio, come da alcuni elementi è possibile percepire. Va innanzitutto verificato se si va a creare occupazione aggiuntiva a quella già esistente o si vanno a sostituire posti di lavoro che si perdono in altri settori. E poi si deve analizzare -ha aggiunto- se si crea occupazione bilanciata a livello di parità di genere. A mio parere -ha sottolineato Tiraboschi- comunque è necessario non creare dei settori di nicchia, che poi nel giro di qualche anno potrebbero deluderci, ma piuttosto formare delle persone che sappiano utilizzare le nuove tecnologie in un'ottica di sviluppo 'verde'".
E di sviluppo 'verde', legato alle energie rinnovabili, ha parlato Francesco Starace, presidente di Enel Green Power, multinazionale che occupa più di 2.700 persone nel mondo. "Entro il 2030 -ha detto- nel mondo dovrebbero crearsi 2 milioni di posti di lavoro dalle energie rinnovabili, che andrebbero a coprire anche 500.000 posti persi in altri settori. In Italia -ha aggiunto- entro il 2020 si potranno creare tra i 100.000 e 175.000 posti di lavoro nelle rinnovabili, ma questo dipenderà da quanto saremo capaci di sviluppare la filiera produttiva 'verde'".

Per le donne, attualmente, nei lavori 'verdi' ci sono luci e ombre, come ha sottolineato Starace: "Per il momento le donne -ha detto- sono assenti dagli impianti di produzione, mentre nella logistica, nella finanza, nell'amministrazione rappresentano il 50% degli occupati. Io credo che però -ha aggiunto- ci siano tutte le condizioni perché le donne arrivino anche a lavorare sugli impianti". Diverse le professionalità ricercate da Enel Green Power per il suo business: "Assumiamo -ha spiegato ancora Starace- ingegneri, esperti di business development, ma anche maestranze come installatori e manutentori".
E un grosso investimento sulle rinnovabili, con forti ricadute occupazionali, Enel Green Power lo sta realizzando a Catania. "Stiamo realizzando in collaborazione con Sharp e ST -ha spiegato ancora Starace- un impianto per la produzione di pannelli fotovoltaici con un investimento iniziale di 320 milioni di euro, che arriverà a più di 700 milioni". Con ricadute occupazionali importanti, come ha detto Massimo Cioffi, direttore personale e organizzazione di Enel: "Si dovrebbe arrivare -ha spiegato- a 250 posti diretti, con 400-500 persone, nell'indotto, per la costruzione dell'impianto, e poi 250 posti di lavoro 'indiretti' a costruzione terminata".