pillolePiù facile accedere ai farmaci contro il dolore severo, grazie alla legge che il Senato ha approvato oggi all'unanimità e che ora va alla Camera per il sì definitivo

Fonte: Leggo

Durante l'esame in aula sono state introdotte alcune modifiche che renderanno necessario un nuovo passaggio a Montecitorio: tra queste l'obbligo per i medici di monitorare il dolore di ogni paziente ricoverato e di annotare i risultati nella cartella clinica. Accolto anche un ordine del giorno che apre alla possibilità di produrre in Italia farmaci a base di cannabis. Con le nuove regole, le cure palliative, quelle destinate ai malati terminali, diventano un diritto per tutti e la prescrizione di farmaci antidolore (a base di oppiacei e cannabinoidi) diventa meno macchinosa: il medico non avrà più bisogno, come oggi, di un ricettario speciale; l'unico vincolo è che il farmacista dovrà conservare l'originale o una fotocopia della ricetta. Prevista anche una rete territoriale di strutture sanitarie specializzate nelle cure palliative e una rete analoga per la terapia del dolore.

CURE PALLIATIVE E TERAPIA DEL DOLORE - Sono «cure palliative» l'insieme degli interventi finalizzati al benessere dei malati terminali, per i quali le cure non servono più ai fini della guarigione. Le «terapie del dolore» sono invece quelle applicate alle «forme morbose croniche» e servono al controllo del dolore.

MONITORAGGIO DOLORE PER TUTTI RICOVERATI: Con la modifica introdotta in Senato, ogni ricoverato dovrà essere monitorato dai medici che lo hanno in cura anche sotto l'aspetto del dolore. Un obbligo che oggi esiste solo per i malati terminali e che ora si estende a tutti i pazienti, indipendentemente dalla patologia per la quale vengono ricoverati. Le osservazioni dovranno essere annotate sulla cartella clinica.

DUE RETI TERRITORIALI - Per assicurare le cure palliative e le terapie del dolore, inserite nel piano sanitario nazionale come obiettivo prioritario, il Senato ha previsto l'istituzione di due reti distinte: una per le cure palliative, l'altra per la terapia del dolore. Tali reti sono costituite dall'insieme delle strutture sanitarie, sia ospedaliere che territoriali (i cosiddetti 'hospicè ), nonchè delle figure professionali, che provvedono all'erogazione delle cure.
 
STOP TARIFFA SELVAGGIA: Le tariffe delle cure palliative nelle strutture pubbliche e convenzionate, che oggi variano molto da regione a regione, dovranno essere omogenee su tutto il territorio nazionale.

COMMISSARIAMENTO REGIONI - Nel caso in cui una regione ritardi o ometta di adempiere a quanto previsto dalla legge, il ministero della Salute fissa un termine ultimo, scaduto il quale viene nominato un commissario 'ad acta'.

ACCESSO SEMPLIFICATO AI MEDICINALI - La nuova legge semplifica le prescrizione dei medicinali per il trattamento dei pazienti affetti da dolore severo. Non sarà così più necessario da parte del medico utilizzare un ricettario speciale, ma il farmacista conserverà copia o fotocopia della ricetta. Alcuni principi cannabinoidi, che sono importanti per malattie come la Sla, vengono inseriti nell'elenco dei farmaci.

FONDI AD HOC - È stanziata una quota fissa di 50 milioni di euro, più 100 milioni di euro inseriti dal 2009 tra gli obiettivi di piano del fondo sanitario nazionale. Affinchè le risorse vengano effettivamente destinate alla cura del dolore, la nuova legge prevede che le Regioni inadempienti non potranno accedere per l'anno successivo ai finanziamenti sanitari nazionali.

FORMAZIONE - Viene disciplinata anche la formazione e l'aggiornamento del personale sanitario specializzato, con specifici percorsi universitari e l'istituzione di master.

OSSERVATORIO - La legge istituisce un Osservatorio nazionale permanente, incaricato di redigere un rapporto annuale sull'andamento delle prescrizioni.

PRODURRE FARMACI CON CANNABIS, PRIMA APERTURA GOVERNO: Non è entrato nel disegno di legge, ma il governo ha accolto un ordine del giorno della radicale Donatella Poretti che chiedeva di sbloccare la produzione in Italia di cannabis per uso farmacologico. Il problema nasce dal fatto che, nel nostro paese, è possibile prescrivere e vendere antidolorifici contenenti derivati della cannabis indiana, ma non produrli direttamente; anche se esistono strutture quali il centro di ricerca per le colture industriali di Rovigo (già attrezzato per coltivare la cannabis) e lo stabilimento farmaceutico militare di Firenze che sarebbero in grado di farlo. In mancanza di prodotti italiani, in farmacia e negli ospedali vengono venduti solo prodotti provenienti dall'estero.