chiavi di casaIl titolare della Pubblica amministrazione interviene sul caso del padre condannato a pagare gli alimenti alla figlia fuoricorso: "E' il sistema sociale che produce i bamboccioni: i padri facciano mea culpa". Calderoli: "Con questa proposta l'ha fatta fuori dal vaso"

Fonte: Adnkronos

"Io farei una legge per far uscire di casa i ragazzi a 18 anni". E' il titolare della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, a lanciare "scherzando anche un po'", l'idea anti-bamboccioni per contrastare un costume tutto italiano. "Io - spiega ai microfoni di Rtl commentando la condanna di un padre costretto dal giudice a pagare gli alimenti alla figlia più che trentenne ancora fuori corso all'Università - ho condiviso Padoa Schioppa quando ha stigmatizzato la figura dei bamboccioni, anche se - rileva - quella sua invettiva mancava di un'analisi più complessa. I bamboccioni, infatti, non lo sono in sé, ma sono vittime del sistema italiano di organizzazione sociale. Ci sono i bamboccioni perché le Università funzionano male, perché il welfare funziona male e perché si dà più ai padri che ai figli".

Insomma, dice, "è il sistema sociale che produce i bamboccioni". Di fatto "è colpa dei padri che hanno costruito una società a misura di loro stessi e a misura del fatto che producono bamboccioni". Una legge come quella che ho detto, spiega, "vuol dire libertà, vuol dire misurarsi con il mondo esterno, ma è anche vero che una legge simile avrebbe bisogno di scuole, di un mercato del lavoro più efficiente, un mercato della casa con mini appartamenti in affitto". In sintesi "no ai bamboccioni ma i padri, in senso generale, devono fare mea culpa". Nel mirino, quindi, l'egoismo dei padri che per loro si tengono tutte le garanzie e i privilegi, scaricando sui figli tutti i rischi e così ricattandoli a stare in casa per una sorta di affettività pelosa e un po' malata".

Una proposta che non piace al senatore Roberto Calderoli che a stretto giro di posta commenta: ''L'amico Brunetta, con la sua proposta, mi sembra l'abbia fatta fuori dal vaso. Questa proposta rappresenterebbe, infatti, un ingerenza inaccettabile nella vita delle famiglie, dei singoli e delle loro decisioni". ". Dello stesso parere Massimo Donadi (Idv) secondo il quale si tratta dell'"ennesima proposta senza senso di Brunetta".

Brunetta sempre ai microfoni di Rtl parla anche di fisco sottolineando che la "semplificazione fiscale si può fare subito. La riduzione della pressione, invece, quando le condizioni economiche lo consentiranno". Poi aggiunge: "Quando si comincerà a crescere tra l'1,5 e il 2% l'anno, allora si potrà ricominciare a parlare di alleggerimento della pressione fiscale".

Poi annuncia che "dal prossimo mese" diventerà realtà la posta elettronica certificata che consentirà di "dialogare in modo diretto ed immediato con tutta la Pubblica amministrazione" ed anche di effettuare i relativi pagamenti. "Darò la notizia dell'assegnazione del provider la settimana entrante e quindi dal prossimo mese - specifica il ministro - tutti gli italiani che lo vorranno potranno avere un account di posta elettronica certificata che sostituirà la raccomanda di ricevuta di ritorno. Non è moltissimo - conclude Brunetta - ma è un passo in avanti per semplificare la realtà".