partenzaUn sito web dove gli italiani che desiderano lasciare il Belpaese possono scambiarsi informazioni e consigli con quelli che lo hanno già fatto da tempo

Fonte: la Repubblica
di Elisabetta Mongardi

Ad Aldo Mencaraglia, originario di Borgo San Dalmazzo, Cuneo, la vita di provincia è sempre stata stretta. A soli 19 anni è partito per l’Inghilterra, e da allora non si è più fermato: ha studiato a Brighton, lavorato nel Regno Unito, in Cina e a Taiwan e adesso si è stabilito in Australia. Qualche anno fa ha deciso di condividere la sua esperienza con tutti quelli che sognano una vita nomade come la sua. È nato così italiansinfuga.com, uno spazio web dove gli italiani che desiderano lasciare il loro Paese possono scambiarsi informazioni e consigli.

“Sono stato molto fortunato ad abitare in Paesi dove la qualità della vita è così alta e gli sforzi sono premiati in base alla meritocrazia. Per questo ho voluto condividere le mie esperienze e ciò che ho imparato con chi sta pensando di fare una scelta simile ma ancora non sa come – racconta –. Volevo anche presentare una visione realistica della vita all'estero, in modo che chi parte non si aspetti di trovare un paradiso dove in realtà il paradiso non c'è”.

Insegnanti e ingegneri. Negli ultimi post ci sono indicazioni su quello che è bene sapere se si vuole insegnare all'estero, come ottenere un dottorato all'università di Leeds, come trovare un lavoro come ingegnere in Canada, intraprendere un percorso nel volontariato internazionale e la testimonizanza di un ragazzo delle Marche che ora lavora nel laboratorio elettronico della Metropolitana di Washington di DC, Stati Uniti. Insomma un po' di tutto e di più.

Esperienza globale. Mencaraglia ha frequentato l’università di Brighton e il Politecnico di Torino a semestri alternati e dopo un diploma universitario europeo è rimasto in Inghilterra diversi anni, lavorando per multinazionali come Tesco e Ferrero Uk. “Sono andato a studiare all’estero perché volevo allargare i miei orizzonti – racconta –. Quando sono partito non avevo un’idea chiara sull’emigrazione, ma una volta terminati gli studi, a 23 anni, ho deciso di spostarmi definitivamente”.

Questo è stato solo il primo dei suoi trasferimenti. Mencaraglia, infatti, ha lavorato per un periodo anche in Asia, come site research manager del gruppo di distribuzione britannico Tesco. “Ho vissuto in Cina e Taiwan per circa un anno – spiega –. Tra i motivi che mi hanno spinto ad andare, oltre all’aspetto professionale, c’era la curiosità di conoscere una cultura molto diversa da quella occidentale, in un periodo storico particolarmente interessante per i Paesi asiatici”. Dopo l’esperienza cinese, dal 2002 si è stabilito a Melbourne, dove lavora come international business analyst per l’azienda alimentare Spc Ardmona. “La scelta di trasferirmi qui è stata facile: mia madre ha origini australiane, quindi molti dei miei parenti vivono a Melbourne. Ora anche io e la mia famiglia abbiamo messo radici in questa città e non pensiamo di spostarci tanto presto”. Una vita movimentata, ma anche molto difficile: spostarsi continuamente significa perdere la stabilità, le conoscenze, le abitudini. “Le amicizie finiscono nonostante le buone intenzioni e la tecnologia disponibile oggi ma, d'altro canto, la curiosità verso il nuovo spinge a questo tipo di vita”.

Quelli che visitano il sito. Italiansinfuga.com conta circa 28mila visite al mese. Da un questionario recentemente pubblicato sul sito risulta che i due terzi degli utenti sono maschi, mentre sono ancora poche le donne “in fuga”. Il 38% dei visitatori ha tra i 25 e i 34 anni, e c’è anche un 5% di over 55. La maggior parte (43%) ha un diploma superiore, e solo il 15% ha conseguito una laurea. “Si rivolge a me chi ha completato gli studi e si affaccia sul mondo del lavoro oppure chi lavora già ma non riesce a trovare una realtà soddisfacente”, commenta Mencaraglia. Australia, Gran Bretagna e Canada sono le mete preferite. Alla domanda “cosa ti trattiene in Italia?” le risposte più frequenti sono due: “Famiglia, fidanzati, amici” e “Non ho abbastanza soldi”.

Visti e professioni. Gli italiani in fuga cercano soprattutto informazioni riguardo l’ottenimento dei visti e le professioni più richieste. “L'Europa ha il vantaggio non indifferente di non richiedere visti. In nazioni come l'Australia, ad esempio, ci vogliono mesi o anni per ottenere un visto permanente”, spiega Mencaraglia. Chi vuole trasferirsi all’estero, quindi, dev’essere pronto ad affrontare eventuali problemi burocratici. “L’iter da seguire dipende dalla destinazione scelta: in Europa potete trasferirvi domani. Dov’ è richiesto un visto, invece, possono servire mesi o addirittura anni”.

Trovare un impiego. In molti vogliono sapere qual è il metodo più efficace per trovare un buon lavoro. “È difficile rispondere, tutto dipende dalla motivazione personale. Non esistono Paesi in cui sia più facile trovare lavoro, anche se l'Irlanda e la Spagna stanno attraversando momenti difficili”, continua Mencaraglia. “Secondo me il fai-da-te è il percorso migliore: fare le proprie ricerche, contattare i datori di lavoro…Certo utilizzare risorse come italiansinfuga.com può essere utile, ma il lavoro non viene mai offerto su un piatto d'argento e ci si deve assumere la responsabilità di trovarne uno. Inoltre, almeno agli inizi, bisogna prepararsi a fare la gavetta. L’errore che commettono molti italiani appena trasferiti è sottovalutare il tempo necessario a trovare una buona occupazione”.

LINK:
http://www.italiansinfuga.com