depressioneLa depressione? Colpisce dritta al cervello, spegnendo le aree legate alle emozioni positive

Fonte: Il Tempo

Il male di vivere, dunque, si annida nella nostra testa, rendendo meno attiva l'area emozionale della positività. Una zona del cervello, quella che ci fa sorridere e vivere con ottimismo, che inizialmente si accende anche nei depressi, ma non riesce a funzionare nel tempo. In altre parole il meccanismo si "ingrippa", lasciando che il male oscuro colonizzi cervello e anima.

La ricerca, che ha guadagnato le pagine della rivista "Pnas", è stata condotta da un'equipe di ricercatori della University of Wisconsin-Madison (Usa). «L'anedonia, l'incapacità di provare piacere dalle cose normalmente gratificanti - spiega Aaron Heller, a capo dello studio - è uno dei sintomi principali della depressione. Nella nostra ricerca abbiamo dimostrato che inizialmente, davanti a stimoli positivi, anche nei depressi si accende quest'area. Ma alla fine dell'esperimento abbiamo visto come, in queste persone, l'attività della regione cerebrale legata alle emozioni positive crolla repentinamente».

E' come se il cervello di un depresso non fosse in grado di trattenere le emozioni che scaldano il cuore, raggelandosi in un lampo. La ricerca è stata condotta su 27 pazienti alle prese con il mal di vivere e 19 persone sane, facendo a tutti visionare delle immagini che evocavano emozioni positive o negative. Intanto la loro attività cerebrale è stata "fotografata" attraverso risonanza magnetica e monitorata dall'inizio alla fine del test. Da qui il responso degli studiosi capitanati da Heller: il male oscuro manda letteralmente in tilt l'area della positività. In Europa i costi delle malattie mentali raggiungono i 436 miliardi di euro, pari al 3-4% del Pil; il 44% solo per la depressione il cui costo sociale è pari a quello determinato dalle malattie oncologiche o dalle patologie cardio-vascolari.