Il rettore Gaudio: «Il pc? Negli atenei conta la condivisione sul posto»

Alla Sapienza la didattica smart è complementare: «la vera essenza della vita universitaria è fatta di incontri, confronti, rapporti transgenerazionali e momenti che sugellano un percorso di crescita non solo professionale, ma umano».

Fonte: Corriere.it
di Erica Dellapasqua

«Dal 4 maggio abbiamo riaperto i laboratori, dal 18 le biblioteche, abbiamo previsto già da luglio esami e lauree in presenza e allestito le aule con telecamere e microfoni per assicurare lo streaming delle lezioni in presenza a settembre. Siamo pronti dunque a gestire questa ulteriore fase di transizione, ma come tutti confidiamo in una evoluzione positiva della situazione epidemica che consenta al più presto la piena ripresa dell’attività accademica totalmente in presenza: la vera essenza della vita universitaria è fatta di incontri, confronti, rapporti transgenerazionali e condivisione di momenti che sugellano un percorso di crescita non solo professionale, ma che riguarda la persona nel suo complesso».

Eugenio Gaudio, rettore della Sapienza, sta concludendo il suo mandato in un modo che forse non aveva immaginato. Tutti parlano dell’online come l’università del futuro, lei non sembra d’accordo.
«I nostri atenei hanno una storia millenaria, non sono lezionifici o esamifici, non dobbiamo trasformarci in università telematiche, i nostri giovani ci chiedono di più, non a caso noi ci definiamo una comunità: ci sono conoscenze, scambi e apprendimenti, pensiamo solo all’Erasmus o all’università europea Civis, che si possono vivere appieno solamente essendoci».

Quindi che ruolo avrà la didattica digitale?
«In questi mesi il nostro sforzo è stato importante, e di successo, e manterremo questa modalità che però dovrà essere complementare, un arricchimento, non un sostitutivo della didattica tradizionale. Tutto quello che sarà possibile riaprire in sede, partendo dall’assoluto rispetto della normativa sulla sicurezza, noi lo faremo il prima possibile».

Come sarà l’esame di Medicina?
«La data indicata è il 3 settembre, si ipotizzano piccoli gruppi nelle sedi delle facoltà regionali più prossime per limitare gli spostamenti».

Crisi e, appunto, i limiti agli spostamenti potrebbero causare il crollo delle iscrizioni: cosa si può fare?
«Intervenire subito con un efficace orientamento in via telematica, cosa che noi stiamo facendo, ampliare le fasce di no tax area in base all’Isee attuale e non stimato e garantire altre provvidenze: la crisi economica, speriamo, in due o tre anni può passare, se tardiamo troppo quella della formazione invece no».