serraL'intervista ad Achille Serra: "Sto rivivendo episodi vissuti in prima persona 40 anni fa"

Fonte: Il Tempo
di Lanfranco Palazzolo

La bomba alla Bocconi e al Cie di Gradisca d'Isonzo sono atti gravissimi, ma oggi possiamo ancora fermare questa spirale d'odio. Non ha dubbi Achille Serra, un passato da questore a Milano e di prefetto a Roma, oggi senatore del Pd (ma è stato anche deputato di Forza Italia).

Senatore Achille Serra, è preoccupato per il clima di tensione che si è creato l'aggressione contro Silvio Berlusconi e i pacchi bomba recapitati alla Bocconi di Milano e al Cie di Gradisca d'Isonzo?
«Da ex funzionario dello Stato - e non da politico - posso dire che questa situazione mi preoccupa moltissimo. Nella Capitale si sono verificati degli episodi di stampo razzistico come è accaduto in altre città. Gli ultimi movimenti di piazza dell'estrema sinistra a Milano sono dei segnali molto inquietanti. E lo dico rivivendo episodi che ho vissuto in prima persona. Sono preoccupato perché il clima che si è creato è pesante. Non riesco a vedere momenti di rasserenamento. Il Capo dello Stato Giorgio Napolitano, nella sua grande saggezza, ha chiesto moderazione a tutti. Ma nelle trasmissioni televisive e negli show televisivi continuo a vedere un rimbalzo di responsabilità. Per cui la responsabilità è da una parte o dall'altra. E nessuno vuole rendersi conto che quando si crea un clima di questo genere nessuno deve sottrarsi alle proprie responsabilità, che sono di tutti».

Vede qualche analogia con la strategia della tensione?
«Vedo delle analogie con taluni movimenti di piazza e talune strategie di stampo razzista che, alla fine degli anni '60 e nel decennio successivo, alimentavano il nostro Paese. Quel periodo di tensione portò ad un clima più grave, che era quello del terrorismo. Io non credo che oggi siamo a quel livello. Oggi non esiste quel substrato che provocò la crescita delle Br. Siamo in tempo per fermare questa spirale di violenza. La bomba all'università Bocconi non può lasciare indifferenti. Ma di qui a dire che è rinato il terrorismo ce ne passa».

Crede che da oggi il Presidente del Consiglio debba essere più prudente nelle sue uscite pubbliche?
«Non credo che Berlusconi si sottrarrà perché questo è nella sua natura. Uno dei doveri dei leader è stare tra la gente. Volevo dire una cosa in difesa della scorta di Berlusconi».

Quale?
«Gli uomini della scorta non hanno nessuna responsabilità in quello che è accaduto. La scorta ha altri compiti».

Milano è la città dove crescono certe tensioni. Perché proprio in quella città?
«Negli anni '70 a Milano è nato tutto: i sequestri di persona, il terrorismo, il terrorismo di destra. Milano è il punto di riferimento del Paese. Oggi non mi limiterei a guardare a Milano».

Dove guarderebbe?
«Anche a Roma, dove si sono verificati molti episodi di razzismo. E anche a Torino. Sono fenomeni che non devono essere sottovalutati. Ora siamo ancora in tempo per fermare questa spirale d'odio».

Per Roma vede dei rischi particolari?
 «Il discorso è generale e vale per tutto il Paese. Ho parlato di Roma e Milano perché sono le città più grandi». Nel suo partito ci sono stati esponenti politici che non hanno brillato per moderazione. «In questi giorni sono stati davvero in pochi a brillare per moderazione in tutti gli schieramenti».