Ecco come funziona Perlego, la Spotify dei libri universitari

Gli studenti universitari possono cioè accedere in modo illimitato - da pc o da tablet e smartphone con apposita app - a circa 250mila titoli in formato ebook fra testi, saggi, pubblicazioni e dispense sottoscrivendo un abbonamento mensile da 12 sterline e cioè meno della metà del prezzo di un singolo libro.

Fonte: Ilsole24ore.com
di G.Rus

Londinese di nascita ma dal cuore italiano. Perché uno dei due fondatori si chiama Oliviero Muzi Falconi, e l'altro, Gauthier Van Malderen, è stato suo compagno di studi all'Università Bocconi di Milano. Insieme hanno dato vita a Perlego, una startup che punta sulla componente “democratica” della tecnologia per risolvere un grande problema per chi frequenta un percorso accademico, e cioè il caro libri. I costi del materiale didattico, numeri alla mano, sono infatti una zavorra che pesa in media per oltre 550 euro l'anno nel caso si acquistassero tutti i libri nuovi previsti (le stime sono di Federconsumatori) e anche la causa che porta molti giovani a trovare sistemi più economici per accedere ai testi, dalle fotocopie al download degli stessi su siti pirata. Come evitare agli studenti di spendere 50 euro per manuali utilizzati solo per pochi capitoli e tutelare nel contempo la redditività degli editori, i cui profitti sono in parte erosi dal mercato dell'usato e dalla pirateria? Con una libreria digitale che funziona come una libreria musicale a pagamento. Ed è quello che si sono inventati in Perlego, non a caso definita “la Spotify dei libri universitari”.

Nata nel gennaio del 2017, la startup si presenta ora in Italia con un claim che riassume perfettamente la sua missione: “Unlimited reading for less than the price of a single book”. Gli studenti universitari possono cioè accedere in modo illimitato - da pc o da tablet e smartphone con apposita app - a circa 250mila titoli in formato ebook fra testi, saggi, pubblicazioni e dispense sottoscrivendo un abbonamento mensile da 12 sterline (tariffa valida anche per l'Italia, che sale a 15 sterline per i professionisti), e cioè meno della metà del prezzo di un singolo libro. Il catalogo spazia dall'economia alla filosofia e si completa di funzionalità quali la possibilità di evidenziare porzioni di testo, prendere appunti o citare fonti. Non è invece possibile, per ovvi motivi di tutela del copyright, scaricare il file del titolo selezionato, che rimane fruibile solo in modalità streaming. Alle case editrici, invece, Perlego distribuisce il 65% dei ricavi generato dagli abbonamenti in funzione della percentuale di lettura di un titolo e del prezzo di copertina dello stesso. Per alimentare questo sistema, ha stretto accordi con oltre 2mila fornitori (fra cui i principali editori dell'editoria universitaria mondiale), si è affidata a un importante distributore come Ingram e ha raccolto cinque milioni di euro di finanziamenti da vari investitori.

Dopo il debutto e il rodaggio della piattaforma nel Regno Unito, l'avventura in Italia decolla rispetto a precisi indicatori. “Siamo il terzo mercato europeo per numero di studenti universitari – spiega il Country Manager, Luigi Lavizzari – e il nostro sistema educativo si appoggia molto sull'utilizzo del libro, producendo però un grandissimo sommerso costituito dall'usato, dalle fotocopie e dalle copie pirata online”. Il venduto reale per studente sul libro nuovo si può infatti stimare intorno ai 100 euro annuali, e cioè un quinto della spesa calcolata da Federconsumatori. I circa 200 partner al momento attivati in Italia, fra grandi e piccoli editori di testi universitari ed accademici, sono quindi il “braccio armato” per ovviare a un modello di distribuzione che, secondo Perlego, potrebbe non essere più adeguato allo studente di oggi. “Il nostro modello – conclude Lavizzari - non è nuovo, per la narrativa esistono già servizi come Scribd o Amazon che offrono libri online in forma di sottoscrizione, ma siamo il primo servizio ad applicarlo al libro universitario”. Con un occhio di riguardo, naturalmente, per la privacy degli utenti che frequentano la piattaforma, i cui dati di “traffico” rimangono del tutto anonimi.