Aspiranti medici: è boom di italiani che fuggono all’estero

Per gli oltre 68mila candidati iscritti al test di ingresso di Medicina, il giorno della verità è arrivato. Il Miur ha pubblicato la graduatoria nominativa nazionale rendendo noto chi potrà iniziare una carriera universitaria da camice bianco. Per tutti gli altri, è invece arrivato il momento di guardare oltre. E molti di loro lo faranno all'estero.

Fonte: Scuola24.ilsole24ore.com

La scelta di espatriare
Del resto, la formazione è sempre più internazionale. C'è chi “espatria” fin dalla scuola superiore, con una mobilità che dal 2009 al 2016 è aumentata del 111% (da 3.400 a 7.400), e chi invece, spicca il volo all'Università (tra tutti i laureati italiani del 2017, l'8,8% ha trascorso un periodo all'estero). Merito del diffondersi di una cultura sempre più cosmopolita e di programmi come Erasmus + a cui, solo nel 2017-2018, hanno partecipato circa 38.000 studenti italiani. A rendere attrattivo l'estero sono, in particolare, gli ambienti stimolanti e meritocratici, le maggiori possibilità di carriera e gli stipendi più alti: per chi lavora in corsia, ad esempio, la retribuzione lievita del 40 per cento.

I camici bianchi italiani
Anche per questo, la fila di medici italiani che sceglie di lavorare all'estero è la più grossa in Europa: si pensi che nell'arco di un decennio, tra il 2005 e il 2015, ben 10.000 dottori hanno lasciato il Bel Paese, tanto che secondo le stime nel 2025 mancheranno oltre 16.500 specialisti. A mettere lo stetoscopio e il manuale di anatomia in valigia, sono sia professionisti “in fuga” sia aspiranti medici che in Italia vedono le loro ambizioni strozzate dal numero chiuso. E a dimostrazione del fatto che quella del medico sta diventando sempre più una professione globale c'è anche il test Imat – International medical admission test – a cui quest'anno hanno partecipato quasi 10.500 studenti, rispetto ai 7.660 del 2018. Selezione che per molti di loro rappresenta una valida alternativa al test di ingresso a numero chiuso in lingua italiana.

Il contributo di Medicor Tutor
A testimoniare la sempre maggiore voglia di espatriare è anche Medicor Tutor, società che accompagna gli aspiranti medici preparandoli a una brillante carriera universitaria con prospettive internazionali. La società mette a disposizione dei candidati dei percorsi di preparazione composti da una parte teorica di video lezioni in lingua inglese sottotitolati con del materiale a supporto, e una parte pratica composta da Problem Set e da prove di simulazione. Le destinazioni più richieste dai giovani studenti italiani sono: la Charles University di Praga, tra le 30 migliori università d'Europa, la Masaryk University di Brno, ma anche l'Universidad Europea di Madrid, l'Universidad Europea di Valencia, l'European University Cyprus a Nicosia e l'Università Pavol Josef Safarik di Kosice.
Tutti atenei di primo livello in cui ai futuri camici bianchi è assicurata un'istruzione di qualità che, pur garantendo una laurea riconosciuta anche in Italia (al termine del percorso di studi si consegue il titolo di “Dottore in Medicina Generale (MUDr o MD)” o di “Dottore in Medicina Dentale (DMD)”, pienamente riconosciuto in Europa, in Canada e negli USA), ha il plus di fornire loro la competenza linguistica – ormai ritenuta indispensabile per fare la differenza nel nuovo mercato del lavoro – e i costi di vita accessibili, cosa che per molti ragazzi in Italia rappresenta un ulteriore difficoltà, specie per chi deve iscriversi nelle grandi città.

Lo spauracchio test d’ingresso
Non solo, anche il nodo test di ingresso fa meno paura: nelle università seguite da Medicor Tutor non sono previste le temute domande di cultura generale e il candidato viene valutato solo nelle materie con cui dovrà realmente interfacciarsi durante il percorso professionale, come biologia, chimica e fisica. Alcune Università, poi, selezionano i ragazzi in base del voto di maturità o alla media dei voti conseguita negli ultimi anni della scuola superiore. E tutti i corsi di preparazione forniti da Medicor Tutor sono pensati appositamente per fornire ai candidati tutti gli strumenti necessari per superare tali test di ingresso: nella prestigiosa Charles University di Praga, ad esempio, il 90% degli studenti italiani ammessi è stato affiancato da Medicor Tutor. Un supporto che continua anche durante gli anni accademici.
«I numeri parlano chiaro: sono sempre di più gli studenti italiani che volano all'estero per prepararsi a una carriera internazionale di primo livello, specie in medicina. Studiare all'estero, infatti, vuol dire guadagnarsi un passaporto valido per un mercato del lavoro globale. Tutto ciò significa essere non solo preparati nella materia oggetto di studio, in questo caso medicina, ma anche essere capaci di confrontarsi con nuove sfide e opportunità. Cosa che per un medico è fondamentale. Per questo, sosteniamo le ragazze e i ragazzi che decidono di intraprendere questa strada, certi che lo studio di medicina all'estero possa essere per loro non solo il coronamento di un sogno professionale, ma anche un’incredibile opportunità di crescita personale», dichiara Janina Holesovska, cofounder di Medicor Tutor.