Dalla Ue 294 milioni per la mobilità ed il rilancio di carriera dei ricercatori

La presenza di professionisti seri e preparati è la base su cui gettare le fondamenta del futuro della ricerca. Il settore non ha goduto a lungo dei dovuti supporti, specialmente in ambito nazionale, e ciò è stato concausa dell'interruzione di carriera di tante menti brillanti. L'Unione Europea da anni cerca di correre ai ripari grazie ai fondi stanziati tramite il programma quadro Horizon-2020.

Fonte: Scuola24.ilsole24ore.com
di Roberto Nicchi

In particolare tramite le actions del work programme «Marie Skłodowska-Curie» che per quest'anno prevedono un budget di oltre 294 milioni. Fondi che serviranno a garantire l'adeguata copertura finanziaria sia ai ricercatori che vorranno intraprendere un percorso all'estero, sia a quelli che vorranno provare a rimettersi in gioco dopo un brusco abbandono. La deadline per l'invio delle richieste di partecipazione al bando «H2020-MSCA-IF-2019» è fissata all'11 settembre 2019.

Budget di 244 milioni per gli European Individual Fellowship
La call «H2020-MSCA-IF-2019» è suddivisa in cinque topic, quattro dei quali dedicati a tutti quei ricercatori, europei e non, che abbiano intenzione di iniziare nuovi progetti, o di aggregarsi a studi già avanzati, all'interno del territorio comunitario. Mobilità e intersettorialità dovranno essere le parole d'ordine per chiunque voglia intraprendere tale percorso, a prescindere dall'età, nazionalità o disciplina di provenienza. Ben 236 milioni saranno suddivisi tra i candidati ai topic «Standard European Fellowships», «Career Restart panel» e «Reintegration panel». Requisito indispensabile per poter partecipare a ciascuno di questi è l'esperienza. Ovvero essere in possesso, entro la deadline stabilita, di un diploma di dottorato o aver maturato quantomeno quattro anni di esperienza di ricerca a tempo pieno.

Inoltre, nel caso del primo topic, il candidato non dovrà aver risieduto o svolto la sua attività principale per più di dodici mesi, nei tre anni precedenti la chiusura della call, nello stesso stato in cui è situato l'ente scelto dal candidato stesso per intraprendere i propri studi. Il «Reintegration panel» si propone come strumento utile per far ritornare in un paese della comunità europea, o ad esso associata, ricercatori comunitari e non che di esso siano originari o in cui abbiano risieduto per un lungo periodo. Il candidato dovrà spostarsi direttamente da un paese terzo al territorio dell'unione e dovrà essere stato lontano dal paese di destinazione per un periodo di tre anni nei cinque anni precedenti all'invio della proposta. Stessa tempistica è richiesta ai ricercatori interessati al «riavvio di carriera». Con l'aggiunta che in tale arco di tempo debba essere avvenuto un allontanamento dalla propria attività per un periodo di almeno dodici mesi consecutivi nei diciotto mesi precedenti la data limite per presentare la candidatura. Quarto ed ultimo topic legato alla ricerca da effettuare in territorio Ue è invece dedicato alla mobilità tra «Società e Impresa». Il budget stanziato è di 8 milioni.

Global Individual Fellowship, stanziati 50 milioni
Il topic «Global Fellowship», per il quale è stato predisposto un fondo di 50 milioni, è invece dedicato a quei ricercatori intenzionati a vivere un'esperienza di lunga durata suddivisa in due step. Ovvero, il candidato dovrà inizialmente trascorrere un periodo compreso tra i 12 e i 24 mesi presso un'organizzazione partner sita in un paese terzo a quelli appartenenti alla comunità europea o ad essi associati. Per poi terminare con un periodo di ritorno obbligatorio di 12 mesi presso l'ente beneficiario, e titolare del progetto, situato proprio in uno di quest'ultimi.

Per partecipare al bando i candidati dovranno aver conseguito un diploma di dottorato, o aver maturato quantomeno quattro anni di esperienza di ricerca a tempo pieno, entro la data dell'11 settembre 2019. Inoltre dovranno appartenere ad un paese comunitario o poterne essere considerati come residenti di lungo periodo. Il candidato, durante la prima fase, dovrà spostarsi direttamente in un paese terzo a quelli dell'Unione e nel quale non abbia avuto la residenza o abbia svolto le proprie attività principali per più di dodici mesi nei tre anni precedenti la data di scadenza del bando.