Quando la ricerca anticipa il futuro

Progettazione e realizzazione di soluzioni innovative per prevenire il rischio di infortuni sul lavoro e malattie professionali. Il domani è già qui; il futuro della sicurezza si prepara, in Italia, collaborando con la comunità scientifica in partnership con i più prestigiosi enti accademici. Si fa con l’informatica, la robotica, le nanotecnologie.

Fonte: Repubblica.it

“L’uomo incontra Dio dietro ogni porta che la scienza riesce ad aprire”, era solito ripetere Albert Einstein. Con questo sguardo visionario e pionieristico i ricercatori anticipano le sfide del domani, fornendo risposte che aiutano a vivere meglio.
Progettazione, tecnologia e partnership sono le parole d’ordine che oggi campeggiano nei pensieri di chi si occupa di sicurezza sul lavoro.
Sicurezza che passa innanzi tutto dalla prevenzione. Ed è anche qui che si concentra la ricerca, producendo rilevanti risultati: si va dalla robotica all’informatica passando dalle nanotecnologie.
Dalla prevenzione alla riabilitazione: anche qui si registrano significative innovazioni tecnologiche.

La sicurezza, dal 1933, è al centro delle iniziative dell’INAIL. (Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro).
Dal 2010, in virtù del decreto legge n. 78 che ha determinato l’incorporazione, al proprio interno, dell’Ispesl (Istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza sul lavoro), l’Inail svolge attività di ricerca per progettare e sperimentare soluzioni tecnologicamente avanzate per garantire una maggiore sicurezza e tutela per i lavoratori. Con le recenti innovazioni normative, l’Inail ha ampliato le proprie competenze e funzioni che, articolate in un sistema complesso di tutele caratterizzato dall’integrazione fra ricerca, prevenzione, assicurazione, cura riabilitazione e reinserimento, conferiscono all’Istituto il ruolo di Polo della salute e sicurezza sul lavoro.
Progettazione, tecnologia e partnership, non a caso, sono le parole al centro della campagna di comunicazione Inail, dedicata proprio all’attività di ricerca in cui l’Istituto è impegnato.

La Direzione centrale Ricerca e i Dipartimenti scientifici Inail – il Dimeila (Medicina epidemiologia, igiene del lavoro e ambientale) e il Dit (Innovazione tecnologica e sicurezza degli impianti e degli insediamenti antropici) – sono tra i principali “autori” dei progetti e delle tecnologie cui accennavamo prima.
Fruttuosa la collaborazione tra il Centro Protesi Inail di Vigorso di Budrio e l’Istituto italiano di tecnologia (IIT) di Genova che ha prodotto numerose innovazioni tra le quali segnaliamo la mano robotica “Hannes”, capace di una funzionalità pari al 90% di quella di un arto naturale e l’esoscheletro “Twin” per aiutare chi non può camminare a muoversi in autonomia.
Altrettanto soddisfacente la sinergia tra il Centro Inail di riabilitazione motoria di Volterra (Crm) e l’Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore S. Anna di Pisa; sinergia dalla quale è scaturito il verticalizzatore “Rise”, per restituire la postura eretta ai disabili motori. Con l’Università Campus Bio-Medico di Roma l’Inail ha contribuito alla nascita del progetto “Sensibilia”, per ridare le sensazioni tattili a chi ha perso una mano.
 
Sperimentazione e innovazione devono affiancarsi ad azioni sinergiche con realtà accademiche di primo piano. Come quella con La Sapienza di Roma, dove esiste il master biennale interfacoltà per formare i “risk manager” del futuro. Il corso di studi in “Gestione integrata di salute e sicurezza nell’evoluzione del mondo del lavoro” è stato promosso in maniera congiunta, per la prima volta in Italia, da quattro Facoltà per formare nuove figure professionali in tema di sicurezza sul lavoro.