unibariNel mirino un test ad Allergologia. Coinvolto l'ex preside Barbuti. Sotto inchiesta tutti i componenti del gruppo esaminatore nominati nel 2005. I docenti, secondo l'accusa, avrebbero firmato verbali già compilati e predisposti da un solo professore, oltre a una serie di omissioni per consentire ai candidati già designati di vincere la prova

Fonte: la Repubblica
di Giuliano Foschini

Un altro concorso universitario che sarebbe stato truccato e sei indagati. I carabinieri del nucleo di polizia giudiziaria hanno notificato sei avvisi di conclusioni delle indagini per una prova da associato in Allergologia, bandita dall'università di Bari a maggio del 2005 e conclusasi un anno dopo: sotto inchiesta sono finiti il preside di allora, il professor Salvatore Barbuti e tutta la commissione esaminatrice al completo.

Secondo il sostituto procuratore Emanuale De Maria la prova era truccata. Sei professori universitari sotto inchiesta e l´ennesimo concorso universitario che sarebbe stato truccato. I carabinieri del nucleo di polizia giudiziaria hanno notificato sei avvisi di conclusioni delle indagini per una prova da associato in Allergologia, bandita dall´Università di Bari a maggio del 2005 e conclusasi un anno dopo: nell´indagine c´è il nome dell´allora preside della facoltà di Medicina, il professor Salvatore Barbuti e di tutta la commissione esaminatrice al completo.

Il sostituto procuratore Emanuale De Maria sostiene che la prova era truccata: i cinque commissari - il barese Alfredo Tursi, Giacomo Lucivero dell'Università di Napoli, il palermitano Giovanbattista Rini, il bresciano Maurizio Castellano e il perugino Ildo Nicoletti, che esattamente un anno fa avevano ricevuto l´informazione di garanzia - avrebbero «attestato falsamente - è scritto nell´avviso - di aver effettuato una valutazione comparativa. In realtà l'intera procedura è stata intenzionalmente preordinata alla dichiarazione di idoneità per i due candidati poi risultati vincitori indipendentemente dalla comparazione con gli altri candidati». «La valutazione dei titoli e dei giudizi espressi dagli esaminatori - spiega sempre il pm - sono meramente apparenti e finalizzati a costituire la legittimazione formale dell´esito predeterminato».

Secondo quanto ricostruito dall´accusa, i professori avrebbero firmato verbali già scritti e predisposti da un solo docente e inoltre avrebbero commesso una serie di omissioni e falsi per permettere ai due candidati designati di vincere effettivamente la prova. All´ex preside, il professor Salvatore Barbuti, viene invece contestato l´abuso di ufficio perché avrebbe inserito all´ordine del giorno del consiglio di facoltà la chiamata del professore che aveva vinto il concorso (Luigi Macchia) senza avere acquisito il parere di tutti i dipartimenti, che invece è obbligatorio. Secondo quindi il pm De Maria, questo concorso sarebbe soltanto un tassello in un quadro molto più ampio: la procura di Bari ha già sostenuto che per anni i concorsi di cardiologia siano stati gestiti da una vera e propria cupola. E ora lo stesso scenario si sta per ripresentare nella Medicina interna, dove sta per chiudersi un´indagine molto importante.

Tra le persone indagate in questa prova c´è lo stesso professor Giacomo Lucivero che, pur non insegnando a Bari, negli anni oggetto dell´indagine si propose come commissario in tre concorsi banditi dall´Ateneo barese: questo di Allergologia, uno da associato in Geriatria (ma la facoltà scelse un altro docente) e quello da ordinario in Medicina interna (dove oggi è commissario), dal quale è partito la maxi inchiesta che farà tremare i baroni di tutta Italia.