Borse di studio senza fondi, così gli universitari migliori abbandonanoAvrebbero diritto alla borsa di studio ma non la ricevono, perché non ci sono fondi a sufficienza. Ed è così che, tra i ragazzi meno abbienti che frequentano il primo anno di università, si perde il 10% degli iscritti

Fonte: Il Messaggero
di Lorena Loiacono

Ed è così che, tra i ragazzi meno abbienti che frequentano il primo anno di università, si perde il 10% degli iscritti. Un dato sulla dispersione scolastica che arriva da una ricerca di Banca d'Italia e fa riflettere sull'importanza delle borse di studio: confrontando il sistema universitario italiano con quello degli altri Paesi dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, emerge infatti che l'Italia ha un basso numero di immatricolati, elevati tassi di abbandono e fornisce un sostegno insufficiente agli studi universitari dei meno abbienti.

I NUMERI | GRAFICO

I DATI
Quanto pesa la borsa di studio sulla carriera universitaria di una matricola al primo anno, a basso reddito? In molti casi è decisiva: il tasso di abbandono dell'università per gli studenti a basso reddito passa dal 7% al 10% in conseguenza del mancato ricevimento di una sovvenzione. L'effetto è maggiore per gli studenti residenti al Sud. Anche perché gli idonei alla borsa di studio, senza averla ricevuta per mancanza di fondi, spesso frequentano proprio atenei del Meridione come le università in Calabria, Campania, Sicilia e Molise. Secondo il Consiglio nazionale degli studenti universitari, per l'anno accademico 2016/2017, sono circa 7500 gli studenti che avrebbero dovuto ricevere sovvenzioni ma non le hanno avute. Circa il 5% degli aventi diritto. E non sono pochi visto che la borsa diventa importante per l'intera carriera universitaria: percettori di borsa spiegano gli esperti di Banca d'Italia - hanno anche una maggior probabilità di completare gli studi entro la durata legale del corso. Per mantenere la borsa di studio durante gli anni di corso, infatti, serve garantire un numero minimo di esami, di crediti universitari. E così lo stimolo a mantenere la borsa aiuta anche nei tempi di laurea. Ma il rovescio della medaglia si traduce con una dispersione che aumenta per i ragazzi che, essendo meno abbienti e idonei alla borsa, non la ricevono. La figura dello studente idoneo ma non beneficiario di borsa di studio è tutta italiana, visto che negli altri Paesi dell'area Ocse non esiste. Nonostante gli sforzi del ministero dell'istruzione e delle singole Regioni, il problema non ha soluzione.

FINANZIAMENTI INSUFFICIENTI
I finanziamenti rispetto allo scorso anno sono aumentati spiega l'Unione degli universitari valutando il Fondo integrativo statale - ma continuano ad essere insufficienti: per coprire il reale fabbisogno delle borse, come già denunciato più volte, servirebbero ulteriori 150 milioni di euro da parte dello Stato. Nell'anno accademico 2016/2017 gli idonei non beneficiari sono ancora 7500. Alla mancanza di borse di studio spesso si aggiunge, soprattutto per i fuori sede, la carenza di alloggi: anche in questo caso gli idonei, pur avendone diritto, restano senza un tetto. E la spesa per un affitto in città aggrava ancora di più la condizione economica di chi fatica a portare avanti gli studi: Solo il 38% di studenti fuori sede idonei risulta assegnatario di un posto alloggio - spiega Alessio Bottalico, coordinatore nazionale Link coordinamento universitario - anche coloro che fanno parte di questa piccola percentuale, spesso, accedono al proprio posto letto con eccessivo ritardo rispetto alle esigenze, tanto da essere costretti a provvedere a una sistemazione temporanea per non perdere le lezioni. E' necessario invertire la rotta.