Scienza: come la ricerca scientifica può cambiare l’ItaliaI guai dei finanziamenti alla ricerca, le fake news, ma anche le speranze che possono arrivare dalla scienza, che è l'unico "modo per modernizzare il Paese e guidare il nostro futuro"

Fonte: Meteoweb.eu
di Antonella Petris

I guai dei finanziamenti alla ricerca, le fake news, ma anche le speranze che possono arrivare dalla scienza, che è l’unico “modo per modernizzare il Paese e guidare il nostro futuro”, nel libro ‘Scoperta, come la ricerca scientifica può aiutare a cambiare l’Italia’ (Codice Edizioni, 169 pagine, 17 euro) del biotecnologo Roberto Defez, del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr).

Il termine scoperta è inteso come ricerca che si mette a ‘nudo‘, raccontata da chi la vive dall’interno “e ne rivela le magagne, i favoritismi, la mancanza di meritocrazia nell’assegnazione dei fondi, ma anche le speranze” ha detto all’ANSA Defez, che ha presentato il libro a Napoli nella sede del Cnr.

“Oggi – ha aggiunto – il 90% degli scienziati mai esistiti e’ vivente ed e’ un grande momento per l’innovazione, tranne che in Italia, dove la scienza non e’ ascoltata dalla politica”.

Mentre paghiamo il mancato rinnovamento, vendendo le nostre aziende storiche, si fanno strada antiscienza e pseudoscienza, come il ‘metodo’ Di Bella contro i tumori, o quello Stamina (il presunto trattamento a base di staminali), sulla cui vicenda c’e’ stata una svolta solo “quando alcuni dei piu’ prestigiosi scienziati e pensatori, Paolo Bianco, Michele De Luca, Elena Cattaneo e Gilberto Corbellini, hanno intrapreso una battaglia senza quartiere”.

Questo dimostra, secondo Defez, che quando i ricercatori si mobilitano i risultati si vedono e quindi, “se i problemi della scienza non si risolvono in questo Paese, è anche colpa degli scienziati che non intervengono abbastanza”. Per questo, “dovrebbe nascere un coordinamento di esperti per ogni settore”, che dialoghi costantemente con il pubblico, diventando un riferimento per giornalisti e politici, perché la scienza è “la più concreta opzione per dare un futuro al Paese e per far tornare una parte dei giovani che sono andati a lavorare all’estero”. Finalmente, questo libro, ha rilevato Corbellini del Cnr “mette al centro dell’attenzione anche le colpe della comunità scientifica, che invece dovrebbe valorizzare il contributo culturale e civile che può dare alla società”.