studentiUn team di esperti delle Università di Parma, di Macerata e dell'Unione degli universitari ha valutato gli Atenei italiani

Fonte: Unimagazine
di Valentina Galvagno

La nuova valutazione, basata esclusivamente su criteri di qualità della ricerca e della didattica, sovverte un’altra classifica, quella redatta a luglio dal Miur e rivelatasi fondamentale per la successiva ripartizione dei fondi alle università.

Tenendo in considerazione criteri dipendenti dai contesti socio-economici di riferimento, come l'inserimento lavorativo dei laureati o il numero dei fuori corso, la scorsa estate, il Ministero aveva piazzato al primo posto l’Università di Trento ( riuscita, meglio di ogni altro, ad intercettare i finanziamenti europei), seguita dai 2 Politecnici di Milano e Torino, capaci, secondo il Miur, di autofinanziarsi e di ottenere risultati importanti nel campo della didattica e della ricerca. Pessimo, invece, era stato il risultato per la Sapienza di Roma, classificatasi soltanto agli ultimi posti, guadagnando quindi, insieme a molte università del sud, soltanto finanziamenti minori. Anche l’ateneo di Parma si era piazzato male, mentre quello di Macerata figurava addirittura all’ultimo posto.

Totalmente diverso ed inatteso l’esito della nuova classifica, che ha visto al contrario rimontare il maxiateneo romano dalla quarantunesima alla seconda posizione, e contemporaneamente, scendere la “capolista” Trento dalla prima alla diciannovesima posizione. Sorpresa anche per l’ateneo palermitano, salito dal 52esimo al 16esimo posto, a conferma della positiva valutazione del Censis che l'aveva messo al sesto posto tra i mega-atenei, primo tra quelli del Centro-Sud. "È la vittoria, seppure amara – ha affermato il rettore dell'Università di Palermo, Roberto Lagalla- di quel fronte di rettori, prevalentemente del Centro-Sud, che avevano subito contestato i criteri di valutazione del ministero, correndo il rischio di essere considerati meridionali piagnoni e contrari a criteri di valutazione trasparenti. Tutt'altro, noi siamo a favore di una riforma del sistema e a parametri rigorosi, purchè siano applicabili in modo omogeneo a tutte le realtà territoriali del Paese". "Purtroppo – ha poi concluso - quest'anno l'Ateneo di Palermo, insieme a molti altri Atenei italiani, subirà pesanti tagli dei trasferimenti statali in base a una classifica che adesso tutta la Crui valuta come inaccettabile".

Nel frattempo, la Crui (la Conferenza dei rettori italiani) ha approvato una mozione unanime in cui pone l'accento su "le incongruenze di merito e di metodo" del processo di valutazione fin qui posto in essere dal ministero e la necessità che si pervenga ad una "indispensabile revisione complessiva dei criteri e dei metodi di suddivisione e distribuzione delle risorse ai singoli Atenei".