Sos per la ricerca italiana, senza fondi non ha futuroUn'Agenzia per i bandi, per Fabiola Gianotti perdute generazioni di scienziati

Fonte: ANSA

La ricerca italiana è sempre più povera, mentre "i fondi esistono solo per il post Expo": è l'Sos lanciato ieri a Roma da ricercatori, politici e dai tantissimi studenti riuniti nell'università Sapienza, nel convegno organizzato dal fisico Giorgio Parisi. L'incontro è nato in seguito alla petizione diffusa nei giorni scorsi dallo stesso Parisi per chiedere di portare il finanziamento per la ricerca italiana al 3% del Pil. Un appello che in pochi giorni ha raccolto oltre 46.000 firme. Aprendo il convegno nell'aula dell'istituto di Fisica dedicata a Edoardo Amaldi, affollatissima, Parisi ha detto che "l'università italiana è in una situazione disastrosa, che dal 2005 al 2008 ha visto ridurre del 20% il numero degli studenti".

Un'Agenzia per la ricerca
La proposta è di istituire un'Agenzia della ricerca che si occupi dei bandi e che dipenda direttamente dalla Presidenza del Consiglio, lasciando gli enti pubblici di ricerca liberi nella programmazione. "Attualmente i finanziamenti per la ricerca in Italia sono in un caos assoluto", ha detto Parisi riferendosi al fatto che i fondi vengano erogati da tre ministeri (Istruzione, Università e Ricerca, Salute e Agricoltura) e Regioni.

Gianotti, l'Italia perde generazioni di scienziati
L'Italia sta perdendo generazioni di ricercatori. È la denuncia di Fabiola Gianotti, direttore del Cern, affidata al messaggio in video registrato dal Giappone, dove si trova in questi giorni, e presentato nel convegno. "In Italia - ha detto Gianotti - la formazione universitaria è ottima e i nostri giovani sono fra i più dotati e non secondi a nessuno a livello internazionale quando escono dalle università". Tra gli esempi virtuosi Fabiola Gianotti ha citato l'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn). "Il lato negativo - ha rilevato - è però nel fatto che i nostri giovani non hanno speranze a lungo termine nel nostro Paese e sono costretti a migrare". Questo, ha detto ancora, "è un peccato perché quando si perdono generazioni di scienziati è molto difficile rimettere in piedi tradizioni di decenni".

Polemiche sul dopo Expo
"Il problema - ha rilevato Parisi - è che in Italia deve esserci un sistema di ricerca. Gli interventi di Renzi sono ciliegine su una torta, il problema è che manca la torta. Il grosso della ricerca si fa nelle università, ma non ci sono finanziamenti", ha proseguito riferendosi alla promessa di un finanziamento da 1,5 miliardi all'Istituto Italiano di Tecnologia (Iit) per realizzare lo Human Technopole.
Critiico il senatore Walter Tocci (Pd), che ha rilevato come per la ricerca universitaria italiana si spendono "da 20 a 30 milioni l'anno, ossia il 10% del finanziamento stanziato per un solo ente" . Se i soldi ci sono, ha aggiunto, "chiederò alla senatrice Cattaneo di presentare al governo una mozione per chiedere un finanziamento di 3 miliardi per la ricerca e le università italiane".

Iit, più risorse per la ricerca italiana
La ricerca italiana ha bisogno di maggiori risorse e di prospettive a lungo termine: è la posizione di Roberto Cingolani, direttore scientifico dell'Istituto Italiano di Tecnologia (Iit), che non vuole entrare nel merito delle polemiche sul post-Expo sollevate dalla sen. Elena Cattaneo. "La ricerca - rileva Cingolani - soprattutto quella curiosity driven, è da considerarsi fondamentale per lo sviluppo del nostro Paese. Gli investimenti dovrebbero essere molto maggiori. Occorrerebbe però anche adeguare i meccanismi di reclutamento agli standard internazionali". Secondo Cingolani "soprattutto in certi settori oggi occorre pianificazione, visione di lungo termine, capacità di realizzare grandi laboratori che diventano a loro volta attrattori internazionali. In tutto questo oltre ai fondi serve una burocrazia efficace e un'organizzazione molto seria".