Per i Negrita a Rieti si dice sold out e si chiama già successoIl tutto esaurito per la tappa reatina, al Teatro Flavio Vespasiano, dei Negrita “Unplugged 2013”

Fonte: Ilgiornaledirieti.it
di Annalisa Nicoletti

Sembra la perfetta situazione da occasione imperdibile, quella che, a saperla e volerla cogliere, regala il top, quello diversamente irraggiungibile e apre la strada ad altrettante possibilità. Ci sono i Negrita, grandi del rock italiano, indubbiamente cresciuti rispetto agli anni ’90 dei Negrita Blues Lovers, che tornano in versione acustica (2 ore di band al completo più il polistrumentista Ridolfo Gagliano, canzoni mai suonate dal vivo e altre che live non le propongono più da anni .ndr) e che dal 14 febbraio per le 33 tappe dell’”Unplugged 2013” scelgono per la prima volta i teatri.

Poi c’è Rieti - città che guarda caso un teatro ce l’ha, il Flavio Vespasiano, piccolo, ma assai prezioso - con un Assessore comunale alle Culture, Diego Di Paolo, convinto che in tempi di vacche magre, soprattutto nella cultura, e di giovani reatini altrettanto preziosi e sempre più lontani, conta ottimizzare ma anche recuperare e valorizzare talenti, professionalità, risorse lasciate andare, ma con Rieti nel cuore, professionisti veri in tutti i campi, anche quello musicale, dell’organizzazione eventi e concerti. E sintesi estrema un manifesto che annuncia Negrita “Unplugged 2013” lunedì 18 marzo, ore 21:00, Teatro Flavio Vespasiano, Rieti.

Si può anche chiamare mix fortunatamente riuscito, ma quel che viene fuori, come racconta in conferenza stampa l’Assessore Di Paolo, resta agli atti l’ennesimo evento in cartellone della stagione al Teatro Flavio Vespasiano che «da settembre in poi - ha commentato Di Paolo - si è rivelata ben oltre le aspettative, con un indubbio innalzamento del livello qualitativo e soprattutto una straordinaria risposta da parte della città». Come sia stato possibile ancora una volta, e con i Negrita, lo spiega l’intervento in conferenza stampa di quei professionisti prima citati. Uno in particolare Marco Mazzilli, giovane, reatino, Direttore di Produzione impegnato da 10 anni con la “Kick Agency” nell’organizzazione di eventi e concerti in tutta Italia, meno che a Rieti, a parte un’eccezione, e con lui, anche oggi, Enrico Giannone, Owner dell’agenzia e Francesco Del Maro della Music Experience.

E il gioco è fatto? Facile dirlo. «Non è un momento economicamente giusto per rischiare, ci si rimette - ha spiegato Marco Mazzilli. Resta però fondamentale cominciare a far circolare cultura, anche musicale. Cultura che però - ha poi precisato - se non è business non funziona. Il che non significa scadere in qualcosa di commerciale e artisticamente poco valido. Questo è solo un primo appuntamento - ha annunciato - ci auguriamo di riuscire a fare anche altro».

Altro che per gli organizzatori e l’Assessore Di Paolo vuol dire altri concerti, trainati da quello dei Negrita (più della metà delle tappe già sold out .ndr), tappa reatina non facile, sottodimensionata e senza economia per via dei 480 posti del Vespasiano a fronte di una soglia minima solitamente sui 1500, ma «comunque pensato - è intervenuto Francesco Del Maro - come messaggio di speranza alla città e a costo zero per l’amministrazione. Non arriviamo qui come colonizzatori - ha aggiunto - ogni cosa che viene fatta impiega economia e professionalità locali. Crediamo nel volano pubblico-privato».

Altro ancora che quindi può voler dire - e l’Assessore lo conferma rivelando riunioni in corso con l’Assessore allo Sport Mezzetti e altre Amministrazioni - anche l’utilizzo, di altre strutture, senza sbilanciarsi su quali, più adatte a concerti da grandi numeri piuttosto che ad eventi estivi. C’è cautela in tal senso, di chi, dicono loro «non vuole fare il passo più lungo della gamba» e non nega il peso degli aspetti tecnici. «Sono necessarie verifiche importanti sulle strutture - ha spiegato Enrico Giannone, Owner Kick Agency - prima di poter annunciare grandi concerti».

Concerti che necessitano di professionalità che pare la città di Rieti debba scoprire, come service per il facchinaggio e che trovarle o formarle a Rieti farebbe da volano per il lavoro, oltre a rendere più fattibile l’organizzazione di eventi. E poi al primo posto c’è la città, da coinvolgere, con la quale comunicare. Il sold out dei Negrita a Rieti pare sia in gran parte frutto di risposta esterna, biglietti venduti fuori Rieti, provincia se non regione. Nota non marginale, lato importante di una medaglia quanto l’altro, con volti nuovi o non soliti a Rieti, linfa per l’economia e il turismo locale.