Carburante dall'immondizia, o meglio come "trasformare gli scarti di lavorazione in energia"Il tema principale del "Terzo Simposio Internazionale sull'Energia da Biomasse e Rifiuti", in programma alla Fondazione Cini a Venezia, che spiega come dai rifiuti si possa ottenere il metano o il bioidrogeno

Fonte: la Repubblica

Se ne discute fino a domani a Venezia, presso la Fondazione Cini, in occasione del "Terzo Simposio Internazionale sull'energia da biomasse". Un appuntamento importante che apre nuove e interessanti prospettive sulla produzione di energie alternative al quale partecipano oltre 500 scienziati ed esperti provenienti da più di 60 paesi.

L'evento è organizzato da "International Waste Working Group", la più importante piattaforma intellettuale a livello mondiale, nata per diffondere la gestione integrata e sostenibile dei rifiuti e dalle Università di Padova, Trento, Dresda, Queensland, Hokkaido, Rockstock e Singapore.

Promotore del simposio veneto è il professor Raffaello Cossu, ordinario di Ingegneria ambientale all'Università di Padova che sottolinea i temi principali:  "Le frontiere delle biomasse cambiano in continuazione e un numero sempre maggiore di materiali, che fino a qualche tempo fa rappresentavano un problema dal punto di vista dello smaltimento, ora stanno diventando fonte di energia. Una delle novità di quest'anno riguarda l'industria del vino. È emerso che le vinacce, sottoposte a trattamento biologico o termico, con una particolare soluzione tecnica innovativa, possono essere impiegate a fini energetici, con efficienze superiori alle soluzioni convenzionali normalmente adottate".

E quanto anticipato da Cossu trova applicazione per gran parte dei materiali di origine organica, animale o vegetale, che si decompongono, in assenza di ossigeno, grazie all'azione biochimica dei microrganismi, indotta da apporti di calore appositamente regolate.
"Anche per gli scarti di macelleria, prosegue Cossu, sono stati fatti dei passi avanti e questo rappresenta un importante risultato per i paesi in cui non esiste ancora una normativa per lo smaltimento, come ad esempio alcune zone dell'Africa, dell'America Latina e dell'Asia, dove i rischi per la salute e l'ambiente possono essere anche gravi. Grazie agli studi è emerso che è possibile trasformare in metano i resti dati dal sangue e dalle carcasse, attraverso un processo di digestione anaerobica che avviene in reattori chiusi".

Le risorse naturali non finiscono di sorprendere come nel caso del Brasile dove si è scoperto che anche gli scarti delle banane (che raggiungo una produzione di 668.000 tonnellate all'anno), possono essere sfruttati a fini energetici stessa cosa per l'olio di oliva in Spagna e per il latte in Europa.
La ricerca in tal senso è molto attiva anche nel nostro paese come sottolinea lo stesso Cossu: "In Italia assistiamo invece ad una vera e propria corsa per la realizzazione di impianti di piccola taglia che potranno rendere autosufficienti gli allevamenti attraverso la trasformazione dei reflui di suini, bovini e polli. Non possiamo pensare che le biomasse possano risolvere il fabbisogno energetico, ma di certo rappresentano anno dopo anno una quota sempre più significativa che potrà dare un contributo sempre più importante".

Infine il Terzo Simposio Internazionale sull'energia da biomasse mette in evidenza anche le scoperte nel mondo del bioidrogeno da cui emerge che notevoli risultati in termini energetici possono essere ottenuti soprattutto dai rifiuti organici umidi di origine agroindustriale come succhi di frutta, marmellata, birra e conserva, mentre importanti novità interessano il Messico e l'Asia dove sono state scoperte interessanti proprietà, rispettivamente dell'aloe vera e del bambù, che vengono coltivati appositamente per la produzione di metano.
Insomma dal pieno di rifiuti e scarti può anche uscire fuori il pieno al serbatoio dell'auto.