L'utopia della metropoli zen nella Biennale che guarda a OrientePresentata la 12ma edizione della rassegna di Architettura di Venezia, diretta dal premio Pritzker Kazuyo Sejima. E le Università italiane diventano protagoniste con un progetto ad hoc

Fonte: la Repubblica
di Laura Larcan

Nuvole di dimensioni naturali (quindi indefinibili), muri come fette di groviera, giochi di luci che evocano i cicli biologici, enormi pietre come case-tane, abitazioni di bambù e giardini incantati come spazi magici. Basta vertigine, basta caos, basta monumentalità delirante. C'è tanta voglia di meditazione e riflessione, di riportare tutto ad una dimensione umana, ad una percezione più individuale, ad un'idea costruttiva quasi zen, in questa dodicesima edizione della Biennale di Architettura di Venezia dal titolo "People meet in Architecture" al via tra Giardini e Arsenale dal 29 agosto (con maratona preview dal 26 al 28 agosto) al 21 novembre, presentata oggi dal suo presidente Paolo Baratta, nell'Aula magna della facoltà di Architettura di Valle Giulia. Merito del suo direttore, la prima donna nella storia della kermesse, Kazuyo Sejima (che il prossimo 17 maggio sarà insignita del Premio Pritzker per l'architettura) giapponese classe '56 discepola di Toyo Ito, cofondatrice con Nishizawa del famoso studio d Tokyo SANAA che ha firmato tra gli altri lo splendido "21st Century Museum of Contemporary Art" di Kanazawa.

E' lei a dire oggi che "questa mostra avrà raggiunto il suo scopo se riuscirà ad immaginare le direzioni verso le quali si sta muovendo la nostra società e i sogni che il futuro renderà possibili". Ecco che sotto la sua guida 43 partecipanti tra architetti, artisti, ingegneri, sono stati chiamati a "indagare la complessità delle relazioni tra le persone" in un viaggio tra tecnologia e sperimentazione, originalità e picchi di bizzarria dal Palazzo delle Esposizioni ai Giardini all'Arsenale, che formeranno, come dice l'architetto "un percorso espositivo che sfrutterà l'uso della luce naturale e dove lo spettatore potrà muoversi autonomamente all'interno dei vari ambienti creando il proprio itinerario". Come Smiljan Radic + Marcela Correa che portano l'enorme pietra in cui viene ricavata una cavità che accoglierà uno spettatore alla volta. O l'edificio di sette unità abitative che lo studio Architecten de Vylder Vinck Taillieu ha progettato per una regione desertica della Mongolia, e Matthias Schuler di Transsolar insieme a Tetsuo Kondo propongono una nuvola vera che cambia in base agli stimoli dell'individuo.

Abbinata, la parata di show nei padiglioni storici ai Giardini e in varie sedi del centro storico di Venezia con 56 partecipazioni (dove spiccano le new entry di Albania, Bahrain, Iran, Malesia, Marocco, Ruanda). E l'expo al redivivo Padiglione Italia all'Arsenale, 1800 metri quadrati che ospiteranno la mostra-evento "Ailati. Riflessi del futuro" curata da Luca Molinari che vuole "riflettere sull'architettura italiana  -  dice Molinari  -  per questo invitandola  a presentarsi in modo problematico e critico". Mostra audace e spericolata, a tratti provocatoria, che si articola con verve originale in tre sezioni, tra un bilancio boccheggiante sull'architettura italiana degli ultimi venti anni, un'antologica di quaranta progetti realizzati negli ultimi due, tre anni, suddivisi in dieci aree tematiche "emergenti" (da tre esempi di riciclo dei beni sequestrati alle mafie, a residenze di qualità sotto i mille euro a metro quadrato, a tre cantieri clou in corso d'opera, agli innesti del contemporaneo nel centro storico), fino ai nuovi orizzonti (in collaborazione con la rivista Wired) con quattordici progettisti borderline tra scienziati e film-maker per creare paesaggi immersivi. Al tutto si aggiunge la lunga la lista degli eventi collaterali.

Tra le novità di questa edizione, il progetto "Universities meet Architecture", l'attivazione di protocolli d'intesa con Università e Facoltà di Architettura per offrire a docenti e studenti visite alle mostra integrate a d attività didattica e di ricerca "con un biglietto  -  come ha illustrato Baratta - che consente l'ingresso per tre giorni consecutivi, pasti frugali a prezzi ridotti, assistenza nel trovare alloggio a buon mercato, disonibilità di uno spazio attrezzato per tenere seminari e assistenze logistiche. Abbiamo contattato 30 Università italiane e 80 Facoltà di architettura, ingegneria, sociologia, design e comunicazione, ottenendo risposte favorevoli di 15 Facoltà, tra le quali 9 sono pronte a firmare". A partire dalla facoltà di Valle Giulia. Ancora in programma, i Sabati dell'Architettura, appuntamenti settimanali curati dai precedenti direttori della kermesse, con architetti, critici e personalità del mondo dell'architettura. Non è mancato l'invito da parte di Baratta alla Città del Vaticano a partecipare alla prossima Biennale di Architettura.