FiatNella sala conferenze dell' "Archivio Centrale dello Stato" un progetto di valorizzazione dell'immenso patrimonio di marchi, modelli e brevetti d'impresa dell'Ufficio Italiano Brevetti e Marchi

Fonte: Unimagazine.it
di Daria Raiti

Brevetti e marchi d'impresa nell'Archivio Centrale dello Stato raccontano la creatività italiana del Novecento. Nell'ambito del programma promosso dall'Associazione MuseiImpresa in occasione della VII Settimana della Cultura d'Impresa, la Direzione Generale per gli Archivi del Ministero per i Beni e le Attività culturali con l'Archivio Centrale dello Stato e il Consorzio BAICR Sistema Cultura presentano, dopodomani nella sala conferenze dell' "Archivio Centrale dello Stato" un progetto di valorizzazione dell'immenso patrimonio di marchi, modelli e brevetti d'impresa dell'Ufficio Italiano Brevetti e Marchi, conservato presso l'Archivio Centrale dello Stato.

Obiettivo dell'iniziativa, la creazione di un ambiente digitale che valorizzi il grande serbatoio documentario (ad oggi oltre un chilometro lineare di carte) consentendo la visualizzazione del ricchissimo patrimonio grafico e fotografico, fino al materiale pubblicitario nella fase di commercializzazione del prodotto finito. La documentazione conservata presso l'Archivio Centrale dello Stato consente di avere un panorama completo della brevettazione italiana dalla metà del XIX secolo ai giorni nostri, sia per i marchi di fabbrica che per i modelli industriali e per le invenzioni. Caratteristica comune è il mix di scienza, tecnica e arte che si manifesta nell'attività creativa finalizzata alla produzione industriale e alle strategie di comunicazione mirate al mercato.

I diversi ambiti si caratterizzano per una prevalenza del segno: la serie "marchi" comprende 171.000 fascicoli dal 1869 al 1965; del disegno la serie »modelli« comprende 100.000 fascicoli dal 1876 al 1965; del congegno la serie "invenzioni" comprende 620.200 fascicoli dal 1855 al 1962. Dalla documentazione emerge l'aspetto estremamente diversificato della platea degli "inventori", da quelli professionali a quelli occasionali, in un rapporto storicamente dinamico tra cultura artigianale e cultura industriale.

Le imprese dunque hanno prodotto e producono cultura e l'importanza di conservarla e trasmetterla è una consapevolezza che si va diffondendo tra gli imprenditori: la memoria della produzione è un valore per l'azienda ed insieme una parte non marginale del patrimonio culturale italiano. Soggetto di storia attraverso il tempo è infatti il marchio e la sua continuità, l'impresa e la sua identità, le persone che vi hanno lavorato e i saperi stratificati nel suo know how: tutto questo è cultura prodotta dentro le mura dell'impresa e nel rapporto con il tessuto sociale che la circonda, nella competizione con il resto del mondo al di là dei confini nazionali.