Giorgio NapolitanoIl capo dello Stato si è fermato a parlare con un giovane che gli ha consegnato una petizione contro il blocco della didattica negli atenei. E' uscito dall'università dopo un incontro con i rettori

Fonte: Il Giorno

E dopo essere stato alla Bocconi, Napolitano ha fatto tappa anche alla anche all'università Statale di Milano. Gli studenti hanno accolto con un lungo applauso il Presidente della Repubblica. Ha incontrato alcuni Rettori delle università lombarde.

Tra questi oltre al Rettore della Statale Enrico Decleva, i Rettori Angelo Provasoli, della Bocconi, Marcello Fontanesi, dell’Università Bicocca, Giovanni Puglisi, dello Iulm, Lorenzo Ornaghi dell’università Cattolica e don Luigi Verzè dell’università del San Raffaele.

Oltre ai rettori, il capo dello Stato ha contrato anche alcuni studenti: "Mi hanno parlato - ha detto Napolitano - e dato documenti e io ho trovato nelle loro parole la stessa volontà propositiva emersa dall’incontro con i rettori. Ossia, la volonta di aprirsi ad una seria riflessione per un confronto concreto sulle proposte di cabiamento nella valorizzazione del ruolo insopprimibile dell’università e della ricerca. Io non faccio promesse. Risponderò agli studenti appena avrò un pò di tempo e comunque nei prossimi giorni".

Giorgio Napolitano, al suo arrivo alla Statale, si è fermato a parlare con uno studente che gli ha consegnato una petizione con più di 1.000 firme contro il blocco della didattica negli atenei. ''Il presidente ci ha ringraziato - ha detto Matteo Forte, rappresentante di facoltà a lettere e filosofia - e ha detto che spingerà perchè tutte le parti in causa dialoghino''.

Alla fine dell'incontro un altro lungo applauso ha accompagnato l'uscita del Presidente della Repubblica. Alcuni studenti che attendevano il capo dello Stato all'uscita dell'aula magna hanno invitato il capo dello Stato a fare qualcosa per l'attuale situazione, urlando a Napolitano: "Giorgio mettici una pezza!".

NAPOLITANO ALLA BOCCONI
Il presidente della Repubblica è oggi a Milano per l'inaugurazione di un nuovo edificio dell'università Bocconi. “Riceverò una rappresentanza degli studenti che mi esporrà più ampiamente le loro posizioni”, ha dichiarato il capo dello Stato a margine della cerimonia.

ll presidente è arrivato alle 10.50 alla cerimonia di inaugurazione del nuovo edificio della Bocconi, preceduto di una mezz'ora dal presidente della Commissione europea Josè Manuel Barroso  e dal sindaco di Milano Letizia Moratti.

Nonostante gli atenei siano in fibrillazione in questi giorni - dopo la conversione in legge del decreto Gelmini - al momento l'inaugurazione si sta svolgendo in un clima assolutamente tranquillo e non si segnala la presenza di alcun contestatore.

Appesi a una finestra, però, si notano due striscioni agitati da tre altrettante ragazze con le scritte: “Genitori per la scuola pubblica” e “Contro la privatizzazione del sapere”. Le universitarie lanciano anche alcuni slogan contro la privatizzazione della scuola, sotto una bandiera della pace.

Imponente lo schieramento delle forze dell’ordine, oltre a diversi furgoni di polizia e carabinieri sono presenti in maniera visibile gli uomini dell’anti-terrorismo, supportati da tiratori scelti e unità cinofile. L’intera area è stata transennate.

Nelle prime ore di questa mattina si era sparsa la voce di un possibile arrivo alla cerimonia del ministro Mariastella Gelmini, voce subito smentita ma che aveva creato un certo allarme: sarebbe stato a quel punto prevedibile l’arrivo degli studenti in mobilitazione, che in queste ore stanno tenendo alcune lezioni all’aperto nel centro cittadino.

LE LETTERA DEGLI STUDENTI
Il presidente ha ricevuto alcuni studenti dell’Università Bocconi prima dell’inizio della cerimonia del nuovo anno accademico. A Napolitano gli studenti hanno consegnato una lettera-appello.

Le forze politiche, scrivono in sostanza,  devono affrontare in modo organico la questione universitaria, aprendo un dibattito che porti "a una riforma profonda del sistema vigente, migliorando l’organizzazione e l’efficacia degli istituti di ricerca e promuovendo la piena realizzazione del diritto allo studio".

Il presidente ha incontrato brevemente quattro studenti, Antonio Carboni, Andrea Tell, Luce De Vecchi e Luca Sintoni. "Il sistema universitario italiano è in profonda crisi - scrivono gli studenti - è necessario intervenire con una profonda riforma delle regole, ma siamo contrari a intraprendere un percorso del genere cominciando dalla ‘dietà forzata della legge 133".

Gli studenti auspicano che la ripartizione delle risorse dell’università sia vincolata a criteri che tengano conto dei risultati raggiunti. Chiamano inoltre in causa gli intellettuali che "hanno spesso interpretato il proprio ruolo in maniera opportunista e conservatrice. Auspichiamo una maggiore assunzione di responsabilita" da parte della classe docente, tramite l’adozione di criteri più rigorosi per la selezione e l’avanzamento di carriera".

I bocconiani infine bocciano "la prevaricazione del diritto allo studio da parte di alcune minoranze. Il tentativo in atto in alcuni atenei di interrompere lo svolgimento delle attività didattiche, se non condiviso, è lesivo della libertà individuale e inadeguato a rispondere all’emergenza universitaria".

L'APPELLO DELLA RETE DEGLI STUDENTI
La Rete degli Studenti Medi invita in una nota il presidente della Repubblica ad “allargare gli incontri al mondo della rappresentanza studentesca e delle organizzazioni studentesche che sono impegnate in questi giorni nelle proteste per approfondire il confronto sui temi e le ragioni degli studenti impegnati nella difesa della scuola pubblica”.