Nobel per la Medicina a William Kaelin, Peter Ratcliffe e Gregg Semenza. Studiano come le cellule reagiscono alla carenza di ossigeno

Sono due americani e un britannico. Martedì sarà annunciato il premio per la Fisica, mercoledì per la Chimica. Giovedì ci saranno due vincitori per la Letteratura (l'anno scorso il riconoscimento era stato sospeso). Venerdì toccherà alla Pace, con Greta favorita.

Fonte: Repubblica.it
di Elena Dusi

Gli americani William Kaelin e Gregg Semenza e il britannico Sir Peter Ratcliffe hanno vinto il Nobel per la Medicina. Hanno scoperto come le cellule sentono che nell’ambiente manca ossigeno, e come si adattano modificando il loro metabolismo e i loro livelli di attività. “Si tratta di uno dei meccanismi essenziali per la vita” ha spiegato l’Accademia nel motivare la scelta, che viene messo alla prova ad esempio durante l'attività fisica, oppure per eventi traumatici come ferite, infarti o ictus. In molti tumori, inoltre, le cellule che crescono tumultuosamente consumano grandi quantità di ossigeno. Questo apre diverse possibilità per combatterli. Capire l'effetto del livello di ossigeno nelle cellule ha implicazioni per la cura di malattie come l’anemia, il cancro, per l'allenamento degli atleti o per l’adattamento del corpo all’alta montagna. L’ossigeno è essenziale per trasformare il nutrimento in energia. Viene sfruttato in particolare dai mitocondri: organelli presenti nelle cellule che vengono soprannominati le “centrali elettriche” dell’organismo. Accanto alle carotidi esistono delle cellule specializzate nel misurare la presenza di ossigeno (per la loro scoperta è stato assegnato il Nobel per la Medicina del 1938) che comunicano direttamente con il cervello e regolano il ritmo del nostro respiro.

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Un'altra tecnica per reagire alla carenza di ossigeno è aumentare l'ormone eritropoietina nel sangue, come sanno molti atleti che fanno ricorso al doping. Il gene che regola la produzione di questo ormone è stato studiato in particolare da Gregg Semenza e Peter Ratcliffe. Nel cancro (il campo di ricerca di William Kaelin) la presenza di ossigeno è legata alla proliferazione dei vasi sanguigni all'interno del tumore. Vari farmaci sono allo studio per regolare questo meccanismo, con lo scopo di bloccarlo.

Kaelin ha 62 anni, è nato a New York e fa ricerca a Boston, all’università di Harvard. Ratcliffe ha 65 anni, è inglese, insegna a Oxford e fa ricerca anche al Francis Crick Institute a Londra. Gregg Semenza ha 63 anni e fa ricerca alla Johns Hopkins University di Baltimora, negli Stati Uniti.

L'anno scorso il premio era andato all'americano James Allison e al giapponese Tasuku Honjo, che avevano scoperto come attivare il sistema immunitario contro i tumori. Dai loro studi sono nati dei farmaci in grado di salvare molte vite. Il premio viene assegnato da 50 esperti del Karolinska Institutet di Stoccolma, l’università medica più prestigiosa di Svezia. Martedì verranno annunciati i vincitori per la Fisica e mercoledì quelli per la Chimica. Giovedì è il turno della Letteratura, venerdì della Pace, lunedì 14 ottobre dell'Economia. Il premio ammonta a 9 milioni di corone svedesi (830mila euro), da dividersi fra i vincitori. Di premi per la Letteratura, in realtà, quest'anno ne verranno assegnati due. L'anno scorso infatti il riconoscimento era stato sospeso per uno scandalo che aveva coinvolto il marito di una poetessa che sedeva fra i giurati, condannato a due anni di prigione per stupro. Per la Pace, fra i favoriti siede quest'anno la 16enne Greta Thunberg, che ha ispirato in tutto il mondo i movimenti di giovani per l'ambiente "Fridays for Future". Già nel 2014 il riconoscimento era andato a una giovanissima: la 17enne Malala Yousafzai, ragazza pachistana che si batte per l'istruzione delle bambine nel suo paese.

Il premio per la scienza più importante del mondo è regolato dal testamento di Alfred Nobel (l’inventore della dinamite), che nel 1895 ha scritto: il premio va “agli autori della scoperta più importante” e a coloro che “nell’anno precedente hanno reso i più alti servigi all’umanità”. Il processo di selezione inizia a settembre dell'anno precedente (sono già partite cioè le operazioni per l'edizione 2020). Dal Karolinska partono delle lettere per i precedenti vincitori, gli scienziati di ambito medico della Svezia e dei paesi vicini e un numero limitato di esperti del resto del mondo, cui viene chiesto di suggerire dei nomi di candidati. Nessuno può ovviamente votare per se stesso. La lista dei candidati può essere svelata solo dopo 50 anni. La selezione finale spetta poi al Karolinska. Finora il Nobel per la Medicina è stato assegnato 109 volte. I vincitori sono stati 216, di cui 12 donne. L’età media dei vincitori è di 58 anni, con un massimo di 87 e un minimo di 32.
 
L’esistenza dei premi Nobel è dovuta a un fatto del tutto casuale: un necrologio sbagliato uscito nel 1888 su un giornale francese. A morire era stato Ludwig, fratello di Alfred, ma il quotidiano titolò “Il mercante della morte è morto”, riferendosi alle decine di brevetti su dinamite e altri esplosivi riconosciuti ad Alfred. Non volendo essere ricordato con questo epiteto, l’imprenditore svedese decise allora di fondare il premio per i benefattori dell’umanità. Nel suo idealismo, una volta Nobel scrisse: “La mia dinamite porterà la pace, più di mille convenzioni fra i paesi del mondo. Quando gli uomini si accorgeranno che in un solo istante interi eserciti potrebbero essere annientati, di sicuro si orienteranno verso la pace”.