Professioni Sanitarie 2019: più posti, meno iscritti

Per l’anno accademico 2019/2020 il Miur ha bandito quasi 700 posti in più. La risposta degli studenti? Tiepida.

Fonte: Tgcom24.mediaset.it

Aumentano i posti ma, a differenza di quanto avvenuto per Medicina e Odontoiatria, questo non si traduce in una parallela crescita del numero degli iscritti ai quiz. L’11 settembre 2019 è un’altra delle date chiave nel settembre dell’università italiana. Ci sono i test d’ingresso per le Professioni sanitarie, corsi di laurea da sempre tra i più ambìti del panorama accademico, specie quelli che tradizionalmente aprono quasi automaticamente le porte del mondo del lavoro. E, così come avvenuto per tutte le altre lauree a numero chiuso nazionale, il Miur stavolta ha deciso di dare molte più chance alle aspiranti matricole, mettendo a bando per l’anno accademico 2019/2020 ben 25.376 posti (695 in più rispetto a dodici mesi fa, quando furono 24.681), spalmati sugli oltre 400 corsi attivati dai 42 atenei coinvolti (37 atenei statali e 5 privati), come riportato da Skuola.net.

Più posti per tutti, soprattutto per Infermieri, Logopedisti e Ostetrici
Un aumento, quasi il 3% in più, che è tutto sommato generalizzato, riguardando ben 17 Professioni su 22. L’incremento maggiore è per il corso nettamente più frequentato: Infermieristica. Il Ministero, rispondendo ai tanti stimoli provenienti da Regioni e associazioni di categoria, che lamentavano la carenza di personale, ha portato a 15.069 i posti messi a disposizione in tutta Italia (rispetto ai 14.723 del 2018, +2,4%). Crescita considerevole, tra le Professioni ‘storiche’, pure per Logopedia (da 756 a 771, +2%), Fisioterapia (da 2.029 a 2.117, +4,3%) e Ostetricia (da 771 a 831, +7,8%).

Alla fine, solamente tre Professioni assistono a un calo: Assistente Sanitario (da 372 a 327), Terapista della Neuro e Psicomotricità dell’età evolutiva (da 337 a 323) e Tecnico Audiometrista (da 60 a 51); in ogni caso corsi con poca diffusione territoriale e, di conseguenza, poca concorrenza.

Calabria, Sicilia e Lombardia le regioni con l'aumento di posti maggiore
Incremento simile anche per le Regioni. La Calabria (+29%), la Sicilia (+9,9%), la provincia di Bolzano (+5,1%) e la Lombardia (+4%) le regioni che hanno ricevuto in dote la quota più consistente di posti rispetto alla precedente dotazione. Merito soprattutto delle nuove attivazioni di corsi in precedenza assenti nei loro atenei. A seguire troviamo Veneto (+3,8%) ed Emilia Romagna (+3,4%). Saldo negativo, invece, per Lazio e Marche (in quest’ultima è del -9,3%) e, in misura minore, per Basilicata, Toscana e Sardegna. Per le future matricole, dunque, più buone notizie che cattive.

Ma le aspiranti matricole restano quasi le stesse
Peccato che la risposta degli studenti non sia stata altrettanto ‘generosa’: secondo quanto riportato dalla Conferenza nazionale corsi di laurea Professioni Sanitarie, complessivamente – qui il focus è esclusivamente sulle università pubbliche - si sono iscritti per sostenere la prova 74.380 ragazzi e ragazze, addirittura in flessione (-0,8%) rispetto all’anno accademico 2018/2019, quando i candidati all’immatricolazione furono 74.909. Interrompendo il trend positivo degli anni scorsi.

Certo, si tratta di un dato medio. Perché molto dipende dall’area geografica d’Italia e soprattutto dalla specializzazione. Ci sono, infatti, corsi che vanno in controtendenza e registrano aumenti importanti nel numero di domande presentate: +9% per Tecnico di Radiologia e Tecnico della prevenzione, +8% per Dietistica. Mentre a trainare in basso il dato contribuiscono in maniera determinante i corsi per Audiometrista (-42%), seguiti da quelli per Audioprotesisti, Assistenti sanitari e Tecnici di Neurofisiopatologia (-18%).

Infermieristica cresce, Fisioterapia resta un incubo
Questi, invece, i numeri delle Professioni sanitarie più ambìte, quelle che storicamente hanno il tasso più alto di candidati e di iscritti: +3,8% per Infermieristica (da 21.813 aspiranti a 22.632), tra le poche a veder crescere le aspiranti matricole; -3,8% per Ostetricia; -2,4% per Tecnico di Laboratorio.

Discorso a parte per Fisioterapia che, nonostante un calo del 4% (da 26.516 iscritti ai test dello scorso anno agli attuali 25.459) resta comunque il corso con lo sbarramento più importante all’ingresso, con un rapporto domande-posti di 12 a 1 (rispetto alla media delle 22 Professioni che è di 3,1).

In alcuni atenei sarà più difficile entrare
Con il solito distinguo: alla fine, a parità di corso, è l’ateneo di destinazione a indirizzare il destino degli studenti che si cimenteranno con i questionari. Perché, restando ad esempio su Fisioterapia, le chance di successo di restringono e si dilatano enormemente a seconda dell’università prescelta: secondo i calcoli fatti da Skuola.net, incrociando numero di posti e domande presentate, a Bari la proporzione è di 1 su 9, mentre a Cagliari si arriva a 1 posto ogni 20 candidati, a Modena-Reggio Emilia a 1 posto ogni 22 iscritti che supereranno i test, a Pisa addirittura a 1 ogni 23. Strada in salita anche per gli aspiranti Logopedisti: quasi dappertutto la proporzione vede 1 semaforo verde ogni 9 tentativi (a Modena-Reggio Emilia, però, ne entrerà 1 su 25).