Erc starting grants 2019, non solo fuga dei cervelli. I laboratori italiani attraggono talenti dall’estero

Nell’ultima tornata di finanziamenti europei per la ricerca, premiati i nostri talenti: su 408 progetti finanziati dalla Commissione europea, quasi uno su dieci andrà a un italiano, ma due su tre lavorano all’estero. Quest’anno però i nostri laboratori attraggono più talenti stranieri.

Fonte: Corriere.it
di Orsola Riva

Cervelli in fuga
I ricercatori italiani si confermano un’eccellenza assoluta a livello internazionale. E’ quanto dimostra anche l’ultima tornata di finanziamenti europei destinati alle «giovani promesse» della ricerca. Su 408 Erc starting grants ben 37 sono andati a italiani: poco meno di uno su dieci. Ma di questi due su tre porteranno i soldi ricevuti a dei laboratori stranieri.



«Brain drain», «brain gain»
Nulla di nuovo sul fronte occidentale. La fuga dei cervelli nostrani è un annoso problema, causato dal combinato disposto di finanziamenti statali e privati al lumicino (la spesa italiana in ricerca e sviluppo ammonta all’1,38 per cento del Pil contro una media europea del 2 per cento) e percorsi di carriera ad ostacoli. Ma rispetto all’anno scorso, l‘Italia recupera qualche posizione. E soprattutto, oltre a regalare i propri talenti alle università e ai centri di ricerca stranieri, in questo giro di finanziamenti si dimostra anche capace di attrarre cervelli da fuori: dalla Germania all’Iran , dei 18 progetti finanziati in Italia ben 6 - uno su tre - sono in capo a ricercatori stranieri. Il che fa sperare che la bilancia fra «brain drain» e «brain gain» possa in prospettiva almeno in parte riequilibrarsi.



Germania über alles, ma l’Italia recupera
Dei 24 Paesi che ospiteranno i giovani ricercatori finanziati dalla Commissione Europea i primi sette sono gli stessi dell’anno scorso: Germania (73), UK (64), Paesi Bassi (53), Francia (41), Irlanda (34), Svizzera (31), Spagna (20). L’Italia, che l’anno scorso stava all’undicesimo posto, recupera tre posizioni superando Belgio, Svezia e Danimarca, che nella tornata precedenti le stavano davanti.



Primo l’IIT di Genova
In totale ai 408 progetti finanziati andranno 621 milioni di euro. I laboratori italiani premiati sono 13: in testa l’IIT di Genova con 4 progetti, seguito a ruota dalla Bocconi (2) e dalla Federico II di Napoli (altri 2). Tutte le altre università e centri di ricerca hanno vinto un grant a testa: università Cattolica del Sacro Cuore, San Raffaele, università di Ferrara, PoliMi, PoliTo, Università di Padova, Pavia, Trento, Genova e infine il Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici.