Laurea, riscatto con lo sconto, boom di domande: ecco cosa c'è da sapere

Il riscatto della laurea con lo sconto piace. Il nuovo sistema agevolato entrato in vigore quest’anno ha fatto impennare le domande per utilizzare gli anni di università per la pensione. In soli 4 mesi, da marzo a luglio, secondo i dati più aggiornati dell’Inps, le richieste sono state oltre 32mila, contro le circa 29mila totalizzate nell’intero 2018.

Fonte: Ilmessaggero.it
di Jacopo Orsini

La maggior parte arrivano dai lavoratori del privato (27.348), mentre quelle del settore pubblico si fermano a 5.149. L’incremento è stato forte soprattutto nei primi mesi di applicazione della misura: si passa infatti da 5.920 istanze a marzo, il mese in cui sono entrate a regime le nuove norme, a 7.020 in aprile fino alle 8.060 di maggio. A giugno si riscende a 6.267 e a luglio a 5.230.

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I REQUISITI
Per accedere al nuovo sistema a costo ridotto, introdotto quest’anno dal governo gialloverde con lo stesso provvedimento con cui sono stati varati quota 100 e reddito di cittadinanza, non ci sono limiti di età ma è necessario non aver versato contributi prima del 1996. Bisogna inoltre non avere già una pensione ed essere iscritti all’assicurazione generale obbligatoria (dipendenti, autonomi o gestione separata). Sono escluse le casse per i liberi professionisti e gli ordinamenti previdenziali stranieri. Si possono riscattare fino a 5 anni e i periodi da recuperare per la pensione dovranno comunque essere precedenti al 29 gennaio 2019. L’anzianità contributiva acquisita con le nuove regole sarà utile ai fini del conseguimento del diritto alla pensione ma anche per determinare il valore dell’assegno. 

IL COSTO
La quota agevolata da pagare per il riscatto è stabilita sul minimale di reddito per il calcolo dei contributi previdenziali di artigiani e commercianti. «Per le domande presentate nel corso del 2019 - spiega l’Inps - il costo per riscattare un anno di corso è pari a 5.239,74 euro». Una cifra che si riduce poi ulteriormente per effetto delle detrazioni. Per avere un termine di paragone va considerato che con il sistema ordinario con un reddito annuo lordo di 32mila euro per recuperare 12 mesi di studio per la pensione si spendono circa circa 10.600 euro, esclusa la detrazione. 

Il versamento può essere fatto in unica soluzione o in un massimo di 60 rate mensili, ciascuna di importo non inferiore a 30 euro, senza interessi per la rateizzazione. Nel settore privato, la domanda può essere presentata anche dal datore di lavoro. In questo caso è possibile destinare al riscatto anche i premi di produzione.

IL CALCOLO
Il riscatto scontato dunque attira molti ex studenti. Lo confermano anche i dati sull’utilizzo del simulatore messo a punto dall’Inps sul suo sito internet per calcolare l’ammontare della somma da versare al fondo pensionistico e valutare così se vale la pena procedere. A marzo c’è stato infatti un picco di accessi. Poi nei mesi successivi l’utilizzo del simulatore è tornato a diminuire ma il numero di persone alla ricerca di informazioni è rimasto nettamente più alto del periodo precedente.
Resta da vedere se riscattare la laurea sia conveniente o meno. Le nuove regole hanno ridotto di molto il prezzo dell’operazione, soprattutto per chi guadagna di più. Con stipendi netti mensili sopra i 2.500 euro si può arrivare a risparmiare quasi il 70%. Ma se il riscatto non serve per andare a godersi la pensione con qualche anno di anticipo - e questo è possibile solo per chi ha iniziato a lavorare molto presto, verso i 24 anni - c’è da chiedersi se valga la pena spendere quei soldi per recuperare gli anni di università. O se invece magari non possa essere più conveniente investire lo stesso tesoretto in modo più redditizio.