Nella Pa servono 250mila assunzioni. Corsia per i laureati

La Pubblica Amministrazione rischia lo svuotamento, con l’uscita verso la pensione di circa mezzo milione di travet. A rilanciare l’allarme lo studio che ha aperto ieri a Roma il Forum Pa, la kermesse arrivata alla sua trentesima edizione. Ma già adesso, è l’avvertimento, servirebbero «oltre 250mila persone in più».

Fonte: Scuola24.ilsole24ore.com
di Claudio Tucci

La novità
Il ministro della P.a, Giulia Bongiorno conferma l’esodo, che sarà palpabile già da quest’anno. Non si tratta però solo di rimpolpare gli uffici, c’è da selezionare, è questa la preoccupazione, personale qualificato e giovane. Non a caso il Governo sta pensando a un disegno di legge per consentire agli universitari un accesso “diretto” ai concorsi pubblici. «Con il ministro dell’Istruzione Bussetti, abbiamo deciso di creare un corso - spiega - che permetta al ragazzo che studia all’università, alla fine del suo percorso, di poter fare un concorso direttamente nella Pa». Una sorta di pista preferenziale, quindi, con vantaggi sia per quanti pensano a iscriversi all’università sia per la Pa, che potrebbe contare su professionalità fresche, visto la sete di 'nativi digitali». A proposito il ministro ha lamentato un attesa “di tre mesi” per ottenere la carta d'identità digitale.

L’invecchiamento della Pubblica Amministrazione è però così radicale che neppure lo sblocco del turnover basterebbe, tanto che, rimarca il Forum Pa, per abbassare di un solo anno l’età media servirebbero quasi dieci miliardi di investimenti. Di certo anche per Bongiorno «non è possibile che si entri nella Pa soltanto a 35 anni». Per questo bisognerebbe creare un ponte tra laureati e concorsi. Oggi, invece, a seconda della selezione a cui si partecipa le regole sono diverse, i requisiti possono variare e gli anni passano. Un provvedimento che ritaglia dei percorsi precisi per chi vuole diventare dipendente pubblico semplificherebbe il quadro. E tra l'altro, incentiverebbe le immatricolazioni: in palio c'è il “posto fisso”. In rampa di lancio Bongiorno ha però anche altri provvedimenti. E non esclude di rendere “obbligatori” concorsi su base territoriale.