«Insegniamo agli studenti come preparare un esame universitario»

Studiare fino a 200 pagine al giorno,  preparare un esame universitario  in 7 giorni e superarlo con voti alti. Non è un’utopia ma un obiettivo reale raggiungibile grazie a Metodo Universitario, un protocollo metodologico, divenuto anche un manuale edito da Bur, ideato da Andrea Acconcia e Giuseppe Moriello, due giovani casertani di 28 e 27 anni, che promette di fornire agli studenti un sistema ed approccio differente per studiare qualsiasi disciplina in una settimana senza rinunciare ad un ottimo livello di preparazione.

Fonte: Nuvola.corriere.it
di Rita Maria Stanca

L’idea che anima il progetto è quella di mettere sotto i riflettori le carenze di insegnamenti metodologici all’interno degli ambienti scolastici e di fornire un supporto agli studenti che intendono esprimere appieno il proprio potenziale durante gli esami universitari.

«Un esercito di studenti che fa fatica a laurearsi – afferma Giuseppe Moriello –  non è una grande risorsa purtroppo. La rinascita del nostro paese può ripartire solo dalle aule universitarie, dalle nostre menti più giovani. Il nostro lavoro e il nostro sogno, è quello di fornire agli studenti universitari italiani, degli strumenti per studiare meglio e laurearsi in tempi record».

«Durante i primi anni di università, come il resto degli studenti – prosegue Giuseppe –  io e Andrea studiavamo tanto, ma eravamo comunque in ansia e perseguitati dai famosi vuoti di memoria. A volte fatichi proprio a concentrarti e non riesci ad essere produttivo durante lo studio. Perché perdiamo la nostra mente fatica così tanto nello studio? Perché quando passiamo dal liceo all’università, continuiamo a studiare allo stesso modo. Ma quel modo di studiare liceale, va bene per le 20 paginette del giorno dopo, ma non va bene per i libri universitari che a volte superano le 1000 pagine. Per le 1000 pagine non sono sufficienti gli evidenziatori, i riassunti o la ripetizione orale».

Il metodo si fonda su 4 principi basilari: organizzazione, comprensione, memorizzazione ed esposizione (OCME) e si basa sulle esperienze dirette costruite negli anni di studio universitari e dalla formazione con esperti di memoria ed apprendimento come Joseph Novak, accademico statunitense che si occupa di epistemologia  e alla costruzioni di mappe concettuali.

Il metodo esposto nel libro, prevede 4 giorni per organizzare il materiale, 2 giorni per memorizzarlo e l’ultimo giorno per fare la prova generale. Cercando di memorizzare solo gli argomenti prioritari, quelli più rilevati e oggetto di argomento durante le lezioni inoltre per comprendere meglio gli argomenti basilari può essere utile  raccogliere in prima persona le domande d’esame e prendere appunti sulle risposte che il professore o l’assistente vogliono sentirsi dire.
Successivamente a questa fase, bisogna costruire degli schemi a cascata, ossia degli elenchi, e non mappe concettuali, che rispondono alle domande più frequenti dell’esame. Nel momento in cui si memorizzano questi schemi, non bisogna impararli a memoria ma mettere in pratica la tecnica del gancio, ossia ricordarsi solo di alcune parole che ci danno l’impulso per costruire e argomentare un discorso. I singoli argomenti vanno poi “sistemati e visualizzati in una stanza”. L’ultimo passaggio consiste nel farsi interrogare da qualcuno che sappia mettere in difficoltà, registrarsi oppure ripetere davanti ad uno specchio.

Metodo Universitario su Facebook  conta più di 100.000 fan, su Instagram quasi 30.000 follower e su Youtube, il canale di Metodo Universitario ha raggiunto le milioni di visualizzazioni.

«Il libro pubblicato con la Rizzoli – afferma Giuseppe – è subito diventato Best Seller nella classifica generale di Amazon, su scala nazionale, in meno di 24 ore dall’annuncio».

Quindi quali gli obiettivi futuri?

«Vogliamo diventare la “normalità” – ammette Giuseppe – ci piacerebbe che tutti i ragazzi italiani, prima di iscriversi all’università, guardassero i nostri video quasi per “abitudine”, perché imparare un metodo universitario è il minimo! Il nostro paese ha bisogno di laureati capaci di apprendere velocemente, che sappiano affrontare le sfide senza ansia. Perché – prosegue – se impari a superare l’ansia per l’esame e a dare il meglio di te sotto stress, allora puoi affrontare meglio un’operazione chirurgica un domani. Con una memoria infallibile, puoi essere un giudice migliore ed emanare una sentenza più giusta, e così via per le altre professioni. Avvicinando gli studenti all’auto-miglioramento e alla crescita personale – conclude – sogniamo di creare un’Italia migliore».