Università, Ordine dei medici: «Numero chiuso da rivedere»

No all’abolizione del numero chiuso per l'ingresso alla facoltà di Medicina. Sarebbe un grosso errore, per il vicepresidente della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (Fnomceo) Giovanni Leoni, che è stato ascoltato nel corso di un'audizione in Commissione Cultura della Camera.

Fonte: Ilsole24ore.com
di Maria Piera Ceci

«Perché distoglie dal nocciolo del problema per quanto riguarda la mancanza di medici, cioè la carenza di specialisti - spiega Leoni - Abbiamo già pronti diecimila medici, laureati e non specializzati, ma il numero di borse di studio per la specializzazione sono solo 6.500 circa all'anno, borse che servono per la prosecuzione del corso di studi del medico.

Il nostro slogan, il nostro principio-guida è di garantire a tutti coloro che si iscrivono alla facoltà di Medicina di poter completare il corso di studi, avendo un numero di posti di specializzazione omogeneo al numero dei laureati. È stato aumentato di recente il numero di borse per il triennio formativo di medicina generale da 800 a 2000, ma siamo ancora in deficit a causa del ricambio generazionale. Governi di centrodestra e centrosinistra hanno dato una stretta sul personale medico e ora, andando molti medici in pensione, la situazione è critica. L'abolizione tout court del numero programmato senza un congruo aumento delle borse di specializzazione sarebbe un boomerang: migliaia di laureati sarebbero costretti in un limbo. E chi rimane fuori, nell'ordine di 2-3mila medici all'anno, cercherà di specializzarsi e trovare lavoro all'estero. Basti pensare che la nazionalità più rappresentata in America, per quanto riguarda i medici, è italiana. E una volta che si sono stabiliti lì, non tornano più. Perdiamo così un medico formato che ci è costato 150mila euro per il suo percorso formativo e che poi va a lavorare all'estero».

Da un lato dunque il problema del numero dei posti di specializzazione, dall'altro il problema degli spazi e delle docenze.
«Abolendo il numero chiuso, si avrebbe la necessità di un ampliamento a dismisura delle aule e del numero di docenti, per accogliere improvvisamente migliaia di studenti. Servirebbero corsi, cliniche, sale operatorie, tutto quello che è necessario per formare un medico. Inutile illudere tutte queste persone».
No, dunque, all'abolizione del test di ingresso, ma sì ad un cambiamento dello stesso test.

«La Fnomceo - spiega Leoni - è contraria al test di ammissione come è stato costruito in questo periodo che si basa su domande di cultura generale che poco hanno a che fare con la pratica del futuro medico. Propone inoltre dei percorsi formativi a livello di ultimi anni del liceo, con l'inserimento di materie biomediche grazie alle quali selezionare all'origine i futuri medici».