vasco"Il mio pensiero alle morti bianche"

Fonte: La Stampa
di Marinella Venegoni

Sarà un Primo Maggio pesantissimo di obiettivi, televisivamente tutto a carico di Raitre. Il terremoto in Abruzzo ha drammaticamente allargato i temi della Festa del Lavoro: non più solo la prevista dedica alle morti sul lavoro, ma solidarietà alla gente senza più casa all’Aquila e dintorni. Davvero, stavolta non sarà solo festa di musica in Piazza San Giovanni. Fin dal mattino, la nuova gestione Rai di Mauro Masi e Paolo Galimberti annuncia la diretta di un avvenimento che pareva obsoleto, la celebrazione della Festa dei Lavoratori proprio dall’Aquila, con una diretta del TG3 dalle 10,30 alle 11,15. Poi, certo, il concertone, che qualche settimana fa aveva perfino rischiato di saltare per mancanza di sponsor, e invece il miracolo torna a compiersi: già oggi si metteranno in viaggio da tutta Italia migliaia di ragazzi, per non perdersi l’unica esibizione dal vivo del 2009 di Vasco Rossi davanti alle telecamere di Raitre, che manderà in onda un formidabile e variegato cast, dalle 15,15 con Paolo Belli per proseguire poi dalle 16 alle 18,50 e dalle 20 alle 24, con diretta anche su Radiodue. Dopo tanti Amici, dopo tanto X-Factor, avrà una tantum spazio in tv, quella musica popolare che nasce lontano dalle telecamere: ma che anche per colpa di certe telecamere, subisce quest’anno una bella crisi.

Punto di forza della kermesse, intitolata come un suo brano recente, Il mondo che vorrei, il Vate di Zocca annuncerà personalmente oggi a Roma una sorpresa: la cover inedita che ha preparato nella quiete della sua solita sala prove di Cento, in Emilia, nelle scorse settimane; ieri si è già sbilanciato con il TG3: «Quello del Primo Maggio è un concerto storico, uno dei più grandi d’Europa - ha detto con la solita sintesi -. Il pensiero va ai morti sul lavoro, un problema quotidiano di cui non si parla molto. Tira anche una brutta aria perché molti non riescono ad arrivare a fine mese». Poi, ha rispolverato la celebre frase di Spinoza con cui stupì gli increduli all’inizio dei concerti 2008: «Spinoza diceva che chi detiene il potere ha bisogno che le persone siano affette da tristezza. Noi invece portiamo un po’ di gioia, su di noi si può sempre contare».

Il suo set durerà 45 minuti, in ritmo serrato, dalle 21 in poi: e magari Vasco stesso ricorderà che per tutto il giorno è prevista una raccolta fondi promossa dall’associazione Isi Onlus di Cgil/Cisl/Uil, per istituire borse di studio destinate agli orfani delle vittime del lavoro (bando sul sito ilmondochevorrei.org). Sono in corso in queste ultime ore le ricerche per trovare uno di questi sfortunati ragazzi che voglia salire sul palco, magari armato di chitarra. Grande catalizzatore di folle, Vasco con la titolazione del concerto ha già provocato un remake della sua canzone, che circola su You Tube, di due non ferratissimi ma volenterosi ragazzi, Roby Splatter e Gianluca H-Ram: in modo incerto, si canta contro il precariato e gli incidenti sul lavoro, sulla musica di Il mondo che vorrei («Se c’avessi un posto di lavoro io festeggerei... ma son rimasto co’sti dieci euro... meno male che ci sta mia moglie, ormai mi campa lei...»).

A presentare ci sarà Sergio Castellitto, che reciterà poesie e sarà una specie di direttore d’orchestra di tutta la compagnia cantante, davvero enorme. L’enorme scaletta ancora non è stata costruita completamente, ma dalle 16 in poi è tutto un florilegio. Nomadi, Banda Bardò, Motel Connection che sono una costola dei Subsonica, Edoardo Bennato, Caparezza, Casinò Royale, Paolo Fresu, Mauro Pagani, Asian Dub Foundation, Cisco, Avitabile, la Turci e la Rei. Due supergruppi: uno con Afterhours, Cristiano Godano dei Marlene Kuntz, Samuel dei Subsonica, i genovesi Gnu Quartet; l’altro di rockband indipendenti come Marta sui Tubi, l’acclamatissima new entry Dente, Roberto Angelini, Cesare Basile, Paolo Benvegnù, Beatrice Antolini. Prevista anche la partecipazione di attori come Claudia Gerini, non nuova alla canzone, Pierfrancesco Favino, Valeria Solarino. E il giorno dopo, la solita gara di esagerazioni sulla quantità di persone affluite verso piazza S. Giovanni avrà avuto qualche ragione in più di spararle grosse.