Il ratto delle sabineFino al 26 aprile sarà possibile scoprire molti dei reperti esposti che sono solitamente conservati nei piccoli musei della Sabina

Fonte: Adnkronos.com

Raccontato, studiato, spettacolarizzato il 'Ratto delle Sabine' diventa il fulcro della mostra "I Sabini popolo d'Italia, dalla storia al mito" ospitata al Vittoriano di Roma fino al 26 aprile con ingresso gratuito. Oltre 120 opere esposte tra reperti archeologici, antiche carte geografiche, codici, manoscritti, miniature disegni, oli su tela e sculture che indagano per la prima volta il celeberrimo episodio del ratto delle Sabine nell'arte dall'epoca dei Romani, attraverso il Medioevo, il Rinascimento, il Barocco, il Neoclassicismo fino alle testimonianze dell'arte contemporanea.

Molti dei reperti esposti sono solitamente conservati nei piccoli musei della Sabina, questa mostra "consente di portarli ad un pubblico più vasto", spiega Fabio Melilli, presidente della provincia di Rieti alla presentazione della mostra avvenuta nella sede espositiva del Vittoriano di Roma. Inoltre, per la prima volta sono esposti un trono in terracotta e un lituo, strumento utilizzato dai re-sacerdoti sabini per fare le previsioni basandosi sul volo degli uccelli, entrambi recentemente ritrovati nella necropoli di Saletta all'Amatrice, in provincia di Rieti.

La mostra, introdotta da un filmato di Michele Placido, è articolata in quattro sezioni distinte tra loro, tanto da essere ognuna una mostra indipendente. Parte dalla narrazione del popolo dei Sabini e l'incontro con i Romani e il ruolo nella fondazione della città di Roma. La seconda sezione è dedicata all'archeologia sabina, reperti rinvenuti nei principali siti archeologici della provincia di Rieti. La successiva sezione è invece dedicata alla pittura dedicata al celebre episodio del rapimento delle Sabine. Infatti, l'arte di tutti i tempi ha scelto di rappresentare questo episodio. Tra le opere esposte quelle di Sodoma, Giambologna, Poussin, Luca Giordano, Tiepolo fino agli artisti più recenti come Arturo Martini, Primo Conti e Franco Gentilini.

La quarta e ultima sezione tiene conto della rappresentazione del mito del Ratto nel teatro, nella letteratura e nel cinema. Infatti, la leggenda del rapimento ha ispirato numerosi drammi musicali rappresentati nel corso del XVII e XVIII secolo, dall'adattamento di Giacomo Francesco Bussani al celebre Romolo ed Ersilia di Metastasio. Non solo. Il Ratto delle Sabine si è prestato anche a innumerevoli riletture in dialetto romanesco, da Trilussa a Mario dell'Arco. Anche il cinema non ha mancato di trarne ispirazione, e non solo quello di casa nostra. Alle riprese esplicite, come nel caso di Mario Bonnard, con protagonista Totò, e di Ricard Pottier, si aggiungono racconti mitologici come 'Sette spose per sette fratelli' di Stanley Donen e 'Sotto il segno dello scorpione' dei fratelli Taviani. Alla mostra viene affiancato un catalogo edito da Gangemi Editore.