campariUna narrazione viva e interattiva delle commistioni tra il mondo artistico-culturale e le principali aziende italiane, una mostra sulle relazioni tra la cultura e il Made in Italy

Fonte: Unimagazine.it

Una narrazione viva e interattiva delle commistioni tra il mondo artistico-culturale e le principali aziende italiane. È "Loghi d'Italia - storie dell'arte di eccellere", una mostra sulle relazioni tra la cultura e il Made in Italy ospitata nelle sale di Castel Sant'Angelo in Roma fino al 25 gennaio 2009. L'evento espositivo ripercorre l'eccellenza della creatività imprenditoriale italiana che, dalle aziende più antiche, come Amarelli 1731 e Peroni 1846, passando per Perugina e Lagostina, nate agli inizi del '900, si snoda tra le imprese affermatesi intorno alla metà del '900, come Zanotta o iGuzzini, fino ad abbracciare le nuove realtà emergenti che costituiranno l'eccellenza italiana del domani.

Dai caroselli più noti agli scatti fotografici più rari, dagli oggetti di design agli episodi celati e gli studi non riusciti, «Loghi d'Italia» racconta le principali aziende nazionali (le persone, i prodotti, le storie, i territori) fotografandone le connessioni con le dinamiche storico-sociali, le correnti artistiche, le mode e le tradizioni tipicamente nazionali.Ideata e curata da Innovarte, società che abbraccia professionalità provenienti da diversi settori strategici, la cui mission è favorire la divulgazione e la conoscenza delle arti e delle culture in relazione alle realtà produttive italiane, la mostra «Loghi d'Italia - storie dell'arte di eccellere», a Castel Sant'Angelo in Roma fino al 25 gennaio 2009, è realizzata con la collaborazione della commissione Cultura di Confindustria e di Museimpresa.

Un viaggio coinvolgente e multisensoriale, da guardare, toccare, ascoltare e con cui interagire, alle origini del Made in Italy, una esplorazione della sua evoluzione «dal materiale all'immateriale», attraverso affiches, suoni, prodotti, foto, video e opere d'arte, ma anche uno sguardo al futuro della qualità italiana, grazie alla sezione «Luoghi d'Amore», una finestra dedicata alle relazioni tra produzione e territorio. Il comitato scientifico del progetto, composto tra gli altri da Fabrizio D'Amico, Giuseppe De Rita, Alessandro Masi, Giovanni Puglisi, Beniamino Quintieri, Mario Sarcinelli, Claudio Strinati, è garanzia del valore di una mostra organica e poliedrica, tesa a rendere visibili i contenuti socio-economici-culturali attraverso la concretezza e la plasticità di opere, oggetti e prodotti.