Avengers: Infinity War

Avengers: Infinity WarUn film che ha tutto quello che finora era mancato agli altri Marvel movie: l'epica e lo spettacolo di scontri davvero impressionanti

Regia di Joe Russo, Anthony Russo. Con Robert Downey Jr., Chris Hemsworth, Mark Ruffalo, Chris Evans, Scarlett Johansson.
Genere Azione, Ratings: Kids+13, produzione USA, 2018. Durata 149 minuti circa
Orari: Multisalamoderno.com

Dalla nascita dell'universo, sei gemme elementari rappresentano i vari aspetti fondamentali del cosmo e chi le possedesse tutte raggiungerebbe l'onnipotenza. È questo l'obiettivo di Thanos, il titano pazzo che ritiene se stesso come un correttivo alla sovrappopolazione universale e pensa di essere una misura necessaria e giusta, persino benevola, mentre agli altri il suo operato appare, correttamente, come una serie di genocidi. Gli Avengers e i Guardiani della Galassia dovranno cercare di fermarlo, ma come se non bastasse la sua inarrestabile potenza ci sono dalla sua armate aliene e quattro letali "figli", ognuno deciso a consegnargli le gemme dell'infinito.

A chiarire da subito il tono, l'incipit è sulla scena di un massacro e un personaggio importante in molti film Marvel perde la vita nei primi minuti.

Qui si fa sul serio insomma e i fratelli Russo lo dimostrano anche in seguito, firmando un film che ha tutto quello che finora era mancato agli altri Marvel movie: l'epica e lo spettacolo di scontri davvero impressionanti, con grande sfoggio di superpoteri.

Infatti quando il primo siparietto più o meno comico viene interrotto dalla prima coppia di villain, esplode una battaglia tra le strade di New York come mai ne avevamo viste in un film prodotto da Kevin Feige. La varietà dei poteri di tutti i personaggi in campo è presa in considerazione, gli avversari non trattengono i colpi e pure gli eroi sono costretti a scatenarsi. Il risultato è lontanissimo dai rocamboleschi inseguimenti di Capitan America: Il soldato d'inverno e pure dalla rissa, non proprio entusiasmante, del parcheggio dell'aeroporto di Captain America: Civil War. I Russo sembrano irriconoscibili ed è solo l'inizio.
Il secondo scontro in realtà è un passo indietro che fa temere il peggio, con una battaglia in una specie di magazzino ben più terra a terra, e pure l'incontro tra Thor e i Guardiani della Galassia pare virare su uno humour troppo caricato e gratuito - sebbene in parte giustificato dal tono dei film dei Guardiani e in fondo pure dall'ultimo Thor. Si tratta però solo di una fase di riposo prima che arrivi tutto quello che, dopo venti film, non ci si aspettava nemmeno più: la tragedia, una dimensione davvero cosmica e le leggi della fisica piegate in più modi della gemme dell'infinito.

In fondo forse la principale novità è che per la prima volta c'è un villain di peso, capace non solo di manipolare gli Avengers come Loki, ma pure di affrontare anche i più potenti tra loro faccia a faccia e di uscirne vincitore. Il lavoro di motion capture realizzato su Thanos è così buono che, al di sotto dei lineamenti alieni, si coglie la recitazione di Josh Brolin, chiamato a interpretare un personaggio bigger than life all'ennesima potenza eppure anche a mostrarne a tratti una inattesa umana fragilità. Meno memorabili i suoi figliocci, ma era inevitabile perché persino questo minutaggio monstre limita una vicenda di tale respiro. I luogotenenti di Thanos si rivelano così avversari potenti ma dimostrano, quando va bene, personalità tagliate con l'accetta. Le loro azioni e quelle del loro "padre" hanno però più volte esiti imprevedibili e anche chi conosce bene la Marvel a fumetti avrà di che meravigliarsi di fronte a certi drammatici colpi di scena.

Ovviamente, per quanto il film possa essere più riuscito del previsto e forse anche il migliore dell'intera saga Marvel, arriva dopo così tanti altri titoli che vive necessariamente del pregresso, di personaggi già definiti, ognuno con la propria storia. Non può insomma essere Avengers: Infinity War a suscitare la conversione di chi per tutto questo ha sempre avuto poco o nessun interesse, anzi per quel pubblico risulterà probabilmente sfiancante nella sua sequela di scontri e scene madri. Del resto si tratta anche di una celebrazione per i fan, del compimento di una saga di ampiezza del tutto inedita per la storia del cinema: dieci anni, venti film, cinque villain, due supergruppi più qualche cane sciolto e non è nemmeno tutto qui. Infatti Infinity War era inizialmente diviso in due parti e tale si conferma, poco importa come si intitolerà il prossimo capitolo, questo si conclude con il più puro e radicale dei cliffhanger. Così d'impatto che la scena post-credits (questa volta molto importante) non arriva al termine della prima parte dei titoli, ma solo alla fine di tutto, molti minuti dopo, per lasciare assorbire quanto più possibile il finale, prima di regalare un'ultima sequenza. Che rilancia ovviamente la palla verso Captain Marvel, il penultimo film della "fase tre" e il primo con protagonista una supereroina Marvel, ossia il seme da cui ripartirà una nuova era.

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Un film che ha tutto quello che finora era mancato agli altri Marvel movie: l'epica e lo spettacolo di scontri davvero impressionanti

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