I peggiori

I peggioriUn'idea interessante e un montaggio efficace di matrice oltreoceanica ma senza una storia credibile e dei personaggi convincenti

Regia di Vincenzo Alfieri. Con Lino Guanciale, Vincenzo Alfieri, Antonella Attili, Tommaso Ragno, Miriam Candurro.
Genere Commedia, Ratings: Kids+13, produzione Italia, 2017. Durata 95 minuti circa
Orari: Multisalamoderno.com

Massimo e Fabrizio sono due fratelli romani trentenni trapiantati a Napoli. Cresciuti nel benessere, sono caduti in disgrazia quando la madre è fuggita dopo aver mandato in rovina centinaia di famiglie che avevano affidato alla sua finanziaria i loro risparmi. Massimo lavora in un cantiere edile per un magliaro albanese al soldo di una palazzinara italiana senza scrupoli; Fabrizio, laureato in legge, fa l'archivista in tribunale per 520 euro al mese. Da tempo i due non pagano l'affitto e rischiano non solo di perdere la casa, ma anche l'affido della sorella tredicenne Chiara. Ma la loro vita sta per cambiare: diventeranno i Demolitori, che vendicano a pagamento coloro che hanno subito un torto e vogliono vedere puniti in maniera esemplare (e condivisa in rete) i "furbetti del quartierino". Dunque Massimo e Fabrizio guadagneranno non solo denaro ma anche l'ammirazione di chi li vedrà come eroi popolari in un mondo fino al quel momento privo di giustizia.

Il cinema italiano ha un grande problema: quando vede un prototipo di successo cerca di replicarlo pedissequamente, convinto che chi ha apprezzato il modello iniziale corra in sala a vedere la sua imitazione.

Qui i prototipi sono due, e sono tra i film italiani più originali degli ultimi anni: Lo chiamavano Jeeg Robot (con il suo eroe per caso e le sue inquadrature da graphic novel) e Smetto quando voglio (con i suoi criminali da strapazzo, i suoi colori acidi e le sue sequenze d'azione alla Ocean's Eleven). E i produttori di I peggiori, Fulvio e Federica Lucisano, cercano di riprodurre quei successi di cassetta senza capire che il loro impatto era dovuto principalmente alla loro originalità.
I peggiori compie il classico errore di partire da un'idea interessante senza riuscire a svilupparla in modo adeguato: il suo principale tallone d'Achille è infatti una sceneggiatura via via più inverosimile, che modella i suoi personaggi sul già visto. Dunque Vincenzo Alfieri, che oltre ad essere l'autore del soggetto (pensato prima dei prototipi di cui sopra) e della sceneggiatura (con Alessandro Aronadio, Renato Sannio, Giorgio Caruso e Raffaele Verzillo: troppi cuochi per un brodo solo) è anche il regista e montatore de I peggiori e uno dei due protagonisti, Fabrizio, sembra modellare la sua performance su quelle di Edoardo Leo, e Lino Guanciale, per cui questa è la prima occasione di mettere in luce il suo talento di attore, si ritrova a recitare "alla Pietro Sermonti" o "alla Giampaolo Morelli" in Smetto quando voglio - Masterclass. Il discorso diventa ancora più chiaro se si paragonano le interpretazioni di due interpreti del film che sono agli antipodi per età: il veterano Tommaso Ragno e l'esordiente Sara Tancredi. Laddove Ragno, nei panni del faccendiere Durim, accetta l'imperativo di rifarsi ai format già citati e costruisce la sua performance sulla falsariga dello Zingaro di Luca Marinelli, per di più contraffacendo un pessimo accento albanese, Sara Tancredi nei panni di Chiara è una ventata di novità, ha tempi comici impeccabili e riesce a conservare un'originalità che non le deriva dalla sceneggiatura ma da quella naturalezza personale che manca al resto del film.
È un vero peccato, perché Alfieri mostra una notevole capacità registica, coadiuvato da Davide Manca alla fotografia, dalle scenografie di Elio Maiello e i costumi di Grazia Ermelinda Materia. Anche il montaggio, con la preziosa collaborazione di Consuelo Catucci, è di qualità e velocizza l'azione in modo efficace, anche se di chiara matrice oltreoceanica. Dunque i valori di produzione funzionano, ma senza una storia credibile e dei personaggi convincenti, e soprattutto con la compulsione (o coazione) a replicare i modelli Mainetti/Sibilia, I peggiori non è quello che avrebbe potuto essere: un buon prodotto di entertainment, un film di genere fresco e innovativo.

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