La capitale è vicina, il capoluogo è vicinissimo, le strade sono agevoli e facilmente percorribili, il territorio declina tutto il possibile: bellezze naturali, storia e leggende, parchi ed aree protette, reperti archeologici ed architetture medioevali, gastronomia genuina e genuinità di prodotti. Ma tutto conferma una vocazione all'isolamento. Spuntano, fra il verde dei boschi, torri, rocche, castelli di difesa, spesso diruti, ma sempre con nomi importanti di famiglie potenti e storie di feudi contesi.
Terre non semplici da vivere. Agricoltura, allevamento, pastorizia di fatica. Sopravvivenza di fatica. Sempre e comunque, qui è stata la natura a comandare. Nei secoli XVII e XVIII il Cicolano conobbe un periodo di sviluppo demografico e la conseguente espansione di alcuni centri. Successivamente, con la fine del feudalesimo e l'annessione al Regno d'Italia, ebbe inizio il fenomeno del Brigantaggio, memoria ancora viva e tramandata in racconti e leggende. Causa-effetto di altro isolamento. Nel 1915 un terribile terremoto mutò la configurazione dei luoghi, con la distruzione parziale o totale di S.Anatolia, di Borgorose, di Oiano e di Petrella Salto. Alcuni centri come Collefegato scomparvero del tutto, altri furono ricostruiti e cambiarono anche il nome. Nel 1939 iniziarono i lavori di sbarramento del fiume Salto per la creazione del lago artificiale. L'acqua sommerse i paesi di S.Ippolito, Fiumata, Teglieto e Borgo S.Pietro, ricostruito più a monte.
Si modifica il paesaggio, si modifica il clima. Non cambiano invece le difficoltà della vita degli abitanti. Natura comanda. Come sempre ci si adegua, si seguono le stagioni: d'estate in montagna, o con le greggi o per lo sfalcio o per la mietitura. D'inverno si scende in paese o si emigra altrove a fare stagione, da dicembre a giugno in Sardegna, a lavorare altri formaggi. Fu conseguenza l'abbandono e lo spopolamento.
Agli inizi degli anni 50 i giovani se ne andarono attratti dalla città. Si confermò l'antica vocazione all'isolamento ed il territorio, miracolosamente, rimase intatto.
Colpisce come in questo spicchio di mondo la Storia sia passata e ripassata, e si sia fermata, comunque spesso. Abitato sin dalla preistoria, conquistato da Romani, Longobardi, Saraceni, Normanni, diviso in feudi, difeso con fede di lavoro o di guerre da Benedettini o da Templari, affonda le sue radici in un connettivo di millenni, si configura nel medioevo e si identifica nella natura, sempre madre, qualche volta matrigna.