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I romani. La città, conquistata nel 290 a.C. da Curio Dentato, mantenne il diritto al proprio culto ed alle proprie usanze, fu prefettura ed ebbe cittadinanza romana, senza diritto di suffragio. Nel 268 a.C i cittadini ottennero il diritto di voto nella tribù Sergia e la città fu municipio.

I reatini furono fedeli alleati dei romani, combatterono al loro fianco contro i Galli, nelle guerre puniche, nella seconda guerra macedonica, e durante la seconda guerra italica. Dettero a Roma molti cittadini illustri, lo scrittore Marco Terenzio Varrone, l'oratore Lucio Ottavio ed il generale Publio Vitinio, e da Rieti provennero alcune delle illustri famiglie che contribuirono alla storia di Roma, i Claudii ed i Publii, le stirpi Manlia, Servilia e Sertoria ed infine quella dei Flavii, originaria di Falacrine nell'alta valle del Velino, che fu degli imperatori Vespasiano, Tito e Domiziano.

I Barbari, i Longobardi, i Franchi. Con la decadenza dell'impero romano, la città subì le prime incursioni barbare, seguirono situazioni più stabili e complessivamente le cose non andarono poi tanto male. Nel corso del VI secolo, durante il regno dei Goti, Rieti fu amministrata da un priore, con i Longobardi fu un importante gastaldato, legato al ducato di Spoleto. In seguito fu contea sotto i Franchi.

I Saraceni. Si erano stabiliti in Campania e da lì muovevano con continue incursioni nelle terre sabine. Dalla metà del secolo IX al principio del X le popolazioni vissero nel terrore di quelle razzie. I Saraceni furono vinti dall'esercito ducale in una battaglia che si svolse presso Trebula Mutuesca, nell'anno 915.

Impero e Papato. Guelfi Ghibellini. Nella lotta per le investiture fra Papi ed Imperatori, nel 1151 la città fu assediata e presa per fame e poi distrutta da Ruggero II il Normanno. Divenne libero comune nel 1171. Di parte guelfa, esercitò le sue libertà comunali sotto la protezione papale. Durante il soggiorno dei papi ad Avignone, fu conquistata dal re di Napoli. Seguirono tempi di aspre lotte fra guelfi e ghibellini e nel disordine che imperversava le potenti casate baronali romane, Orsini, Savelli, Colonna, Sant'Eustachio, Santacroce ed i baroni locali, tra cui primeggiavano i Brancaleoni di Romania, approfittarono della debolezza del Papato per occupare castelli e paesi della Sabina. Primi, in questa politica di aggressiva espansione, furono gli Orsini che giunsero in breve tempo a costituire un vero e proprio stato feudale. I papi, tornati a Roma si affrettarono a riaffermare la loro piena sovranità sulle terre usurpate da signori e feudatari e nel 1354 il cardinale Albornoz riportò Rieti sotto il controllo della Santa Sede. Caduto il governo di Cecco Alfani, l'autonomia comunale si indebolì e la città fu retta da un governatore pontificio.

Il '400 ed il '500 furono secoli di lotte. Cittaducale, Lugnano e Cantalice, avanposti del regno napoletano, portavano duri attacchi alla città. Terni reclamava il regolamento delle acque dei fiumi Velino e Nera, secolare questione causata dalle ricorrenti inondazioni subite dalla Valnerina. A questo, almeno, fu trovata temporanea soluzione con le opere di Antonio da Sangallo nel 1546 e di Giovanni Fontana nel 1598.

La rivoluzione francese. Le idee rivoluzionarie attecchirono nel patriziato e nella borghesia reatini. Quando i francesi, dopo gli insuccessi nell'Italia meridionale, ripiegarono verso nord, Rieti si oppose alle forze di Ferdinando IV di Borbone, e pagò duramente la sua scelta. Il 23 agosto 1799 la città fu occupata e sottoposta ad un memorabile saccheggio da parte delle truppe borboniche.

Napoleone. Dal 1809 al 1814 la Sabina, con il Lazio, l'Umbria e le Marche, fu annessa all' impero francese ed aggregata al Dipartimento del Tevere, con Rieti capoluogo e sede di Sottoprefettura.

Lo Stato Pontificio. Nel 1816, Pio VII, ricostituì la provincia sabina in Delegazione Apostolica. Capoluogo Rieti, la Provincia suddivisa nei Governi distrettuali di Canemorto (Orvinio), Fara Sabina, Magliano Sabino, Poggio Mirteto e Rocca Sinibalda.

Il Regno d'Italia. La città di Rieti è unita all'Umbria. Nel 1923 è aggregata alla provincia di Roma.

L'autonomia. Rieti è provincia autonoma dal 2 gennaio 1927.
 

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