La Società e la Vita PDF Stampa E-mail
"Naturalmente, trovandomi a Rieti, i miei lavori dovevano cominciare dal frumento Rieti il quale, coltivato da tempo immemorabile in quella vallata fredda in inverno, calda-umida in estate, in ambiente estremamente favorevole allo sviluppo delle ruggini, è andato selezionandosi attraverso i secoli, acquistando rusticità e divenendo assai resistente agli attacchi dei detti parassiti".
N. Strampelli

L'agro reatino fu bonificato da Manio Curio Dentato con conseguenti benefici per l'economia e per la vita degli abitanti. Successivamente i detriti del fiume crearono nuovi impedimenti e nuovi impaludamenti e numerosi furono, nelle diverse epoche, i tentativi per risolvere definitivamente il problema. E' solo con la costruzione delle dighe del Salto e del Turano, agli inizi del novecento, che il regime idraulico della Piana e della Valnerina fu finalmente sotto controllo.

All'inizio del XX secolo l'economia reatina muoveva i suoi primi passi verso la modernizzazione. Nacquero in quell'epoca aziende per la trasformazione delle risorse agricole, tra queste uno zuccherificio che fu il primo in Italia. Lo stabilimento, interessante esempio di archeologia industriale, attende di trovare una sua nuova destinazione e si può vedere passando a Rieti in Viale Maraini. La Piana, comunque, conservava una antica vocazione alla coltivazione del grano, in particolare vi allignava bene un frumento, il Rieti originario, apprezzato per l'alta produttività e per l'alta resistenza alle ruggini (una delle cause di maggiore danno alle colture). Nella seconda metà dell'Ottocento, lo sviluppo dei mezzi di comunicazione, e soprattutto, l'arrivo della ferrovia (nel 1883), ne avevano facilitato la diffusione in molte regioni italiane. Quel grano così famoso, aveva però un difetto, (che per noi oggi è un pregio), coltivato lontano dal suo habitat naturale, in un ciclo di 3-4 anni, perdeva le sue positive caratteristiche e doveva essere sostituito con nuovo frumento originario.

Per promuovere e sviluppare la coltivazione del grano, nacque a Rieti nel 1903, la Cattedra Ambulante di Granicoltura. A dirigerla fu chiamato Nazareno Strampelli. Si dice cattedra e si è indotti a pensare a situazioni accademiche ed universitarie. La realtà era molto più modesta: la sede era una stanza d'albergo, una sedia, l'unica suppellettile. Da qui prese avvio un'avventura.

Nazareno Strampelli (1866-1942) si era laureato a Pisa, era stato professore di agraria e di agricoltura, prima a Poggiomeleto, poi a Reggio Calabria. Venne a Rieti insieme alla moglie Carlotta ed iniziò ad occuparsi dell'ibridazione dei grani. Non si spaventò per i poveri arredi e per la precarietà della sede, acquistò per proprio conto un molinetto a mano, poi un molino a macina ed un forno per la panificazione a cui aggiunse in seguito un forno elettrico ed una impastatrice automatica. Rieti divenne il suo centro di ricerche e la valle reatina il suo laboratorio.

I suoi studi ed i suoi esperimenti hanno contribuito ad approfondire la conoscenza della granicoltura mondiale e della moderna genetica agraria. Ottenne nuovi frumenti: Carlotta Strampelli, Apuleia, Gargano, Danno, Mendel. Incrociò il grano italiano con il giapponese Akagomugi e creò Ardito, il primo frumento precoce ad alta produttività. Realizzò 53 incroci nel 1904, 112 incroci nel 1905 e 134 incroci nel 1906. Si occupò anche di mais, di orzo, di avena, e di segale. In una parola: inventò il miglioramento genetico moderno.
 

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