Conclusa, incoronata dalla cerchia dei Monti Sabini e dei Monti Reatini, la conca di Rieti si distende in tutta l'ampiezza dei suoi 90 chilometri quadrati, solcata dalle acque veloci e limpidissime del fiume Velino e da quelle dei suoi affluenti, il Salto ed il Turano.
E' pianura ma fu lago, acquitrinio e palude. L'ampia distesa di acque oggi sopravvive nelle piccole superfici dei laghi Lungo e Ripasottile, che brillano al sole come frammenti di specchi.
In epoca quaternaria il fiume Velino, accumulando depositi, aveva incrostato il suo alveo ed ostruito il suo corso verso il fiume Nera e le acque refluivano ad allagare la piana. Nel III secolo a.C., Manio Curio Dentato scavò la cava curiana, ovvero aprì un varco in quei sedimenti (chiamati ciglio di Marmore), ed il fiume fu libero nel salto della cascata.
Guardiamo ammirati alla potenza di quell'opera, alla grandiosità del lavoro, all'intuizione tecnica del progetto. Un intervento che ha mutato profondamente la natura dei luoghi senza intaccarne la bellezza. Semmai, alcuni problemi ne derivarono agli abitanti della vicina Valnerina!
Di una delle prime controversie sorte fra Rieti e la Valnerina si occupò nel 54 a.C. un avvocato a quel tempo famoso, il più famoso del foro romano, Marco Tullio Cicerone. Ma non finì lì, continuarono, fino al XVIII secolo, aspre contese fra reatini e ternani e qualche volta si sfiorò anche la guerra. Di tanta acqua il panorama conserva l'impronta nella forma arrotondata di bacino, nella conca che le montagne circondano ed accolgono.
Ai margini, i bordi della piana si innalzano nelle vette, alte fino ad oltre i 2000 metri, dei monti Reatini e nelle falde più dolci dei monti Sabini. Le pendici sono boscose, i luoghi gravi e sereni. Atmosfere suggestive che hanno ispirato spiritualità e poetiche meditazioni.
Su un colle, ancorata ad uno sprone di marmo travertino, difesa dalla sua imponente cerchia di mura e dal fiume Velino, la città di Rieti, è medium totius Italiae, il centro della nostra penisola. Città antica. più antica di Roma, si chiamò Reate, nome forse dedicato a Rea, la madre di tutti gli dei. O forse il nome fu ispirato dall'acqua? Nella radice greca, reo, è il significato di scorrere, sarebbe dunque l'acqua, carattere dominante di questa terra, a dare identità al luogo.