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Pericolo cognitivo da eccesso di media. Memoria e apprendimento nel mondo digitale PDF Stampa E-mail
Attualità
Venerdì 28 Agosto 2009
multitaskingOltre un certo livello, la fruizione di molti media in contemporanea sembra esercitare un effetto negativo sulla memoria, sulle capacità di apprendimento e sui processi decisionali

Fonte: L'Espresso

In un ambiente sempre più saturato di media, quello di fruire contemporaneamente di flussi di dati - elaborandone le informazioni in multitasking, come si dice in gergo - sta diventando un fenomeno sempre più diffuso soprattutto fra i giovani. Di fatto, a oggi non si sa però se le persone che hanno l'abitudine di elaborare informazioni in multitasking in modo massiccio lo facciano differentemente da chi ha si accontenta di flussi informativi più sobri, e come ciò eventualmente avvenga.

Ora, un gruppo di ricercatori della Stanford University ha esaminato gli effetti di questo "multitasking mediatico" sulla memoria, sull'apprendimento e sul funzionamento cognitivo un generale, pubblicando i risultati dello studio sull'ultimo numero dei  "Proceedings of the National Academy of Sciences" (PNAS).

A questo scopo Clifford Nass e collaboratori hanno creato un indice per valutare l'intensità di multitasking mediatico, che hanno successivamente applicato a 262 studenti universitari, definiti come multitasker mediatici "pesanti" o "leggeri" a seconda che si ponessero sopra o sotto la fruizione media.

Successivamente gli studenti sono stati sottoposti a una serie di test cognitivi.

I ricercatori hanno così rilevato che i multitasker pesanti mostravano una maggiore difficoltà a filtrare le informazioni irrilevanti provenienti sia dall'ambiente sia dalla loro stessa memoria, e anche una più elevata difficoltà a passare da un compito a un altro rispetto a quanti facevano un uso più limitato di una molteplicità contemporanea di media.

I ricercatori osservano che al momento non sono ancora in grado di affermare con sicurezza se sia l'elevato livello di multitasking mediatico in sé a causare queste differenze cognitive, o se siano le persone con tali differenze a essere predisposte a un multitaskung pesante, ma in ogni caso una correlazione fra i due fenomeni esiste e - concludono i ricercatori - richiederebbe più approfonditi studi, considerata l'attuale e futura onnipresenza dei media elettronici.
 

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