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| La Sapienza: niente tasse per 3.529 studenti, i superbravi della maturità |
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| Attualità |
| Giovedì 13 Agosto 2009 09:52 |
A Roma porte aperte ai “cento”. E 150mila matricole si preparano ai test di accesso alle università a numero chiusoFonte: Il Messaggero di Carla Massi Tremilacinquecentoventinove. Sono i ragazzi che, a luglio, si sono diplomati con il massimo dei voti: 100 o 100 e lode. Un piccolo drappello visto che, in totale, hanno “fatto” la maturità poco più di 383mila studenti. Ebbene, se questi 3.529, decidessero di iscriversi all’università e, se l’università fosse “La Sapienza” di Roma, non pagherebbero le tasse per il primo anno accademico. Una straordinaria accoglienza, un superpremio deciso, da quest’anno appunto, dal rettore Luigi Frati. E’ sua, infatti, l’idea di premiare i più bravi, di aprire le braccia a coloro che hanno studiato alle superiori e sono riusciti a concludere con la soddisfazione top. Il prossimo 15 settembre l’ipotesi di far entrare gratuitamente i più bravi alla maturità sarà all’ordine del giorno del Consiglio di amministrazione della Sapienza. «Si tratta di una scelta che avrà un costo, lo so - commenta Frati - ma dobbiamo iniziare in modo fattivo a lavorare per la politica del merito. L’introito mancato potrebbe oscillare tra un milione e un milione e mezzo di euro. Ora la valutazione non è facile. Ma quello che perdiamo con le tasse lo guadagniamo sicuramente con la quota dei finanziamenti del ministero. Per il profitto, ovviamente. Perché riusciremo ad attirare i più meritevoli e a mantenere alto il livello culturale». All’agevolazione per gli studenti bravi, alla Sapienza, infatti, si associa, da un paio d’anni, un percorso di eccellenza per quelli che prendono buoni voti e sono in pari con gli esami. Per accedere al percorso ed avere l’esonero dalle tasse dell’ultimo anno gli studenti devono fare domanda al termine del primo anno di laurea. Avere, inoltre, sostenuto tutti gli esami previsti nel piano di studi e vantare una media uguale o superiore a 27/30. «Se vogliamo davvero premiare il merito è il momento di pensare a far spazio alle innovazioni negli atenei - aggiunge Frati -. Per questo, credo possa essere corretto introdurre, a metà corso di ogni facoltà, un esame di valutazione degli studenti. A Medicina si fa da anni. Si tratta di un test, il “Progress test”, uguale in tutta Europa. Viene sottoposto al terzo anno, in inglese. In questo modo si verifica il bagaglio di conoscenze dei ragazzi. Non può essere sufficiente, per giudicare un’università, solo l’avanzamento degli studenti. Permettetemi di pensare male: magari qualcuno dà voti alti per “far bello” il proprio ateneo». Studenti da 100 e lode ma anche studenti da 70 o 80, in questi giorni, si stanno preparando ai test di ingresso per le facoltà a numero chiuso. Un esercito dai 150 ai 200mila ragazzi. Lo scandalo del 2007, quando si scoprì che molti avevano le soluzioni in tasca, ha sicuramente avuto riflessi molto pesanti sui controlli e la rigidità delle commissioni per evitare le truffe. Già l’anno scorso, si è deciso per i quiz “scortati”, le aule schermate e il divieto dei telefonini. Nelle università spagnole un boom di italiani “emigrati”. Dal 3 settembre, data di inizio dei test per Medicina, al 23 settembre (Scienze infermieristiche) alla Cattolica una vera maratona. Un tour de force vero e proprio. I numeri non confortano chi si sta preparando: uno su quattro resterà sicuramente escluso. Un caso per tutti: alla facoltà di Medicina della Cattolica a Roma sono disponibili 233 posti. A oggi si contano già 1700 domande d’ammissione. Circa 300 in più rispetto a quelli, già record dell’anno scorso. Ottocentododici le “sedie” per gli odontoiatri in tutta Italia. Ebbene gli aspiranti dentisti di domani sono oltre tremila. |
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