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Valutare l’università: collaborazione attiva dei docenti, ma poca chiarezza dall’ANVUR sugli obiettivi
Attualità
Mercoledì 15 Aprile 2015

Valutare l’università: collaborazione attiva dei docenti, ma poca chiarezza dall’ANVUR sugli obiettiviL'idea di valutazione come "novità assoluta" nel mondo accademico italiano

Fonte: Rivistauniversitas.it
di Andrea Lombardinilo

Da questo elemento ha preso le mosse il terzo incontro promosso dall'Interconferenza nazionale dei Dipartimenti in collaborazione con il CNSU (Consiglio nazionale degli studenti universitari) e con la partecipazione della rivista online ROARS (Return on academic research), svolto a Roma il 25 marzo 2015 e dal titolo "La valutazione nel sistema universitario. Elementi per un bilancio".

Di miglioramenti sostanziali derivanti dal sistema di valutazione ha parlato il presidente dell'Anvur, Stefano Fantoni, con particolare riferimento al Rapporto 2013, in cui si rileva il sottofinanziamento del 20% al quale è stato sottoposto il sistema universitario negli ultimi quattro anni. Fantoni ha ribadito che, nonostante le molte critiche ricevute, l'atteggiamento dei docenti nei confronti delle attività di valutazione sia stato «fortemente collaborativo».

Di parere opposto Luciano Modica (già Presidente Crui e Sottosegretario Miur), che ha ripercorso la storia della valutazione, spiegando come dal 1995, anno in cui fu coniato il "trinomio" autonomia-valutazione-responsabilità, sia diminuita l'autonomia degli atenei e, di conseguenza, sia diventato più critico fare valutazione. Modica riconosce all'Anvur il merito di aver avviato il processo di diffusione della cultura della valutazione, ma rileva che il risultato è stato più legato alla attuazione di parametri quantitativi e bibliometrici, mentre gli obiettivi della valutazione dovrebbero consistere nell'informare e nel migliorare.

Sulla stessa lunghezza d'onda Alessandro Figà Talamanca (già consigliere CUN), che ha criticato non solo la cultura bibliometrica introdotta dall'Anvur, ma anche la classificazione delle riviste scientifiche, destinata ad assumere grande rilevanza nelle scelte dei ricercatori e a rafforzare il dominio degli editori principali, che rischia un «effetto autoritario sulla libertà della scienza e della cultura».

Nelle conclusioni, Mario Morcellini (Portavoce dell'Interconferenza e Prorettore della Sapienza Università di Roma alla comunicazione istituzionale), ha richiamato la necessità di promuovere, anche se a distanza di pochi anni, una «valutazione della valutazione», prendendo atto delle «difficoltà di fare un'informata analisi sistematica del processo storico alle spalle». Sono emersi così alcuni «elementi drammatici di difficoltà per i responsabili delle strutture universitarie», tra cui l'aumento di demotivazione dei docenti. Direttori e Presidi scontano le conseguenze negative di cambiamenti non richiesti, ma accettati e assecondati per ragioni di responsabilità istituzionale.

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