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Da un'indagine dell'Istat, lavoro, 52,6% occupati a tre anni da diploma PDF Stampa E-mail
Attualità
Giovedì 06 Agosto 2009 08:27
dopodiplomaNel periodo successivo al conseguimento del diploma sono infatti sempre più frequenti le cosiddette situazioni "miste", in cui i giovani sperimentano sovrapposizioni tra studio, ricerca del lavoro e occupazione

Fonte: la Repubblica

Dopo la scuola secondaria di secondo grado, i giovani devono decidere se proseguire gli studi - attraverso l'iscrizione all'università o ad un altro corso non universitario (ad esempio, di formazione professionale) - o entrare nel mondo del lavoro. A tre anni dal conseguimento del titolo, il 29,9% dei 415.247 diplomati del 2004 è impegnato esclusivamente negli studi universitari, mentre il 67,4% è attivo nel mercato del lavoro: oltre la metà dei diplomati si è dichiarata occupata (52,6%) e il 14,8% in cerca di un'occupazione. Questo é quanto emerge da un'indagine dell'Istat sulla condizione occupazionale dei giovani a tre anni dal diploma.

Nel periodo successivo al conseguimento del diploma sono infatti sempre più frequenti le cosiddette situazioni "miste", in cui i giovani sperimentano - almeno inizialmente - sovrapposizioni tra studio, ricerca del lavoro e occupazione, che inevitabilmente condizionano non solo le scelte occupazionali, ma anche le caratteristiche del lavoro svolto. Nel 2007, mentre il 29,9% di ragazzi è impegnato unicamente negli studi universitari ed il 39,3% ha scelto solo di lavorare, il 13,3% lavora e nello stesso tempo studia, così come l'8% è contemporaneamente iscritto all'università ed alla ricerca di un lavoro.

Rilevanti sono le differenze di genere: le ragazze risultano meno frequentemente occupate (con il 45,3% rispetto al 60% dei ragazzi), più spesso alla ricerca di un lavoro (16,9% contro il 12,7%) ed impegnate maggiormente negli studi universitari (34,7% a fronte del 25% dei maschi). La prosecuzione degli studi universitari vede la preminenza delle donne anche quando già lavorano (14,8% rispetto all'11,7% dei maschi) o sono alla ricerca di una occupazione (rispettivamente 9,5% e 6,5%).

Le scelte dei giovani diplomati si differenziano fortemente anche in base all'area geografica di provenienza. La percentuale di chi si è già inserito nel mondo del lavoro diminuisce notevolmente da Nord a Sud, passando dal 62,6% di occupati nell'Italia Nord-occidentale a solo il 45% del Sud e al 44,6% delle Isole. In particolare, le regioni che si contraddistinguono per i tassi di occupazione più elevati sono: la Lombardia (65,1%), il Veneto (63,4%) e il Piemonte (61,5%). Al contrario, la Basilicata (35,6%), il Molise (37,1%) e la Calabria (37,4%) sono quelle con i livelli più bassi di occupazione (oltre 15 punti percentuali inferiori alla media nazionale).

Se in alcune regioni i valori minimi della quota di occupati riflettono una maggiore tendenza a dedicarsi esclusivamente allo studio, nella maggior parte sembrerebbero dipendere da effettive difficoltà d'inserimento lavorativo. È proprio nel Mezzogiorno, infatti, che la quota di diplomati in cerca di un'occupazione, a tre anni dal conseguimento del titolo, aumenta significativamente: il 21,5% dei diplomati (quota che raggiunge il 24,7% in Sardegna, il 23,7 in Basilicata e il 23,4 in Calabria) contro il 7,9% registrato nel Nord (con valori inferiori al 6% in Trentino Alto Adige e Valle D'Aosta).

La quota di occupati è molto alta tra chi ha seguito percorsi di tipo professionalizzante, mentre è decisamente inferiore per chi ha intrapreso gli studi liceali. Il 75,5% di chi ha studiato in un istituto professionale e il 62,7% di chi proviene da un istituto tecnico è, infatti, occupato: in particolare, l'occupazione è ancor più elevata per quanti hanno intrapreso un indirizzo industriale (81,2% tra gli istituti professionali e 65,1% tra i tecnici). Tra i liceali, al contrario, solo il 26,8% dei diplomati è impegnato in un'attività lavorativa retribuita, con valori ancora più bassi per chi ha fatto il liceo classico (23,1%). Per chi proviene da una formazione orientata alla prosecuzione degli studi, infatti, è molto più frequente l'impegno esclusivo all'università, con il 58,9% contro il 7,7 e il 19,5% di chi ha acquisito una formazione professionale o tecnica. Tra i liceali si registra una delle percentuali più basse di persone in cerca di occupazione (il 12,6%), mentre valori più elevati si rilevano tra i diplomati con istruzione magistrale (20,4%) ed artistica (22,4%).
 

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