Università e musei, tutto in rete per condividere il patrimonio culturale
Attualità
Martedì 04 Agosto 2009 18:12
fibraottica3Biblioteche e atenei dialogheranno con il resto del mondo. Occasione di lavoro per centinaia di persone

Fonte: L'Espresso
di Roberta De Rossi

Il primo passo: mettere in rete università, musei, centri di ricerca, biblioteche, istituti culturali, fondazioni pubbliche e private della città storica, agganciandole alla rete a banda larga del Comune, partendo dal nucleo che già aderisce alla rete europea Gaar.
Secondo passo: digitalizzare e condividere via web - rendendolo fruibile ovunque nel mondo - l'enorme patrimonio culturale che queste realtà posseggono. E' questo il progetto - sogno? scommessa? - al quale si sta lavorando a Ca' Farsetti, in vista dell'autunno. E anche business e occasione di lavoro, potenzialmente, per centinaia di persone.
Le fibre ottiche. Si parte, naturalmente, dalla rete a fibre ottiche che il Comune ha steso nell'ultimo anno - rilanciandola anche con le antenne wi-fi - e che sarà estesa a Murano, Burano, Giudecca e il Lido, entro l'autunno. Ma ci saranno anche collegamenti pagati dai privati, che porteranno verso Thetis all'Arsenale, Pinault in Punta della Dogana, Viu e Fondazione Cini. «Da tempo lavoriamo ad un accordo che consenta all'amministrazione comunale di rilegare sulla propria banda tutte le reti dei diversi soggetti che aderiscono, a Venezia, alla rete Gaar, che riunisce realtà culturali italiane collegandole ad altre europee», spiega il vicesindaco e assessore all'Innovazione, Michele Vianello. Ne fanno parte biblioteca Marciana, Corila, Conservatorio Benedetto Marcello, università, Cnr, Archivio di Stato, Accademia di Belle arti, Istituto veneto di Lettere, scienze e arti.
Patrimoni allacciati. «L'obiettivo», prosegue Vianello, «è agganciarle alla nostra banda e metterle in rete con i musei civici e le nostre scuole, relazionandosi anche con le altre realtà culturali e di ricerca veneziane, come Biennale, Fondazione Giorgio Cini, Thetis, fondazioni Guggenheim e Pinault, le sedi Apt, con le quali avremo un incontro nei primi giorni di settembre per definire il protocollo. Insieme - attraverso la banda del Comune - tutti questi soggetti saranno in collegamento tra loro, creando un'unica rete di tutte le realtà che fanno scienza e cultura a Venezia e che - attraverso Gaar - saranno in contatto con il mondo».
E poi? Poi arriva la scommessa, per realizzare la quale Vianello si dice convinto che «una città come Venezia i fondi li trova, anche grazie ai bandi europei». La scommessa è quella di aumentare il numero e la qualità dei «vagoni» che viaggiano lungo la rete a fibre ottiche del Comune. Come? «Con la digitalizzazione dell'immenso patrimonio di beni culturali che queste realtà possiedono», prosegue Vianello, «non per la conservazione - alcuni di loro hanno già un archivio digitalizzato - ma per la fruizione mondiale di queste ricchezze».
Spartiti online. «Perché - prosegue Vianello - gli spartiti della fondazione Cini non possono essere visionati da uno studioso a Dusseldorf? Non penso alle cartoline online, ma alla consultabilità - con immagini e schede - dell'incredibile patrimonio culturale veneziano da tutto il mondo. Il che, naturalmente, sarebbe anche una ormidabile occasione di lavoro, che permetterebbe a molti giovani di avviare attività di spin-off».
Sin qui il sogno, la suggestione: e la realtà? «E' possibile», prosegue Vianello, «se questa città fa gioco di squadra e pubblico e privato si mettono insieme: chiederò al sindaco di farsi testimonial di questo progetto, perché lui è unico nel campo culturale e "buca". Il primo passo - quello della connessione alla rete del Comune di tutte queste realtà - è già avviato e si completerà nel giro di pochi mesi.
Poi, se tutti ci stanno - e credo ci staranno - si costituisce un board per la direzione del progetto di digitalizzazione, stabilendo standard e tecnologie, anche per trovare i fondi a livello europeo: saremmo la prima città al mondo a fare sistema, polo culturale e scientifico».
Il bando. Un progetto che s'intreccia con le sperimentazioni del Mit di Boston dell'Ibm per produrre informazioni digitali scaricabili via telefonino dai visitatori dei musei veneziani e con il bando che in autunno lancerà il Comune per trovare il partner privato che investa per portare in ogni casa banda a 20 mega: l'utente avrà accesso gratuito alla rete, il pubblico offrirà servizi nel campo della telemedicina, dell'educazione, ma anche per l'eliminazione delle antenne sui tetti, mentre il privato potrà offrire servizi a pagamento, come video on-demand.
 

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