Green University: 300 atenei puntano sulla sostenibilità ambientale
Attualità
Venerdì 31 Luglio 2009 11:19

greenSempre di più gli Atenei e le business school che coinvolgono gli studenti in progetti sull'ambiente, sulle città sostenibili, indirizzando la creatività su temi e iniziative per incentivare le fonti alternative di energia

Fonte: Il Sole24Ore.com
Autore: Loredana Oliva

Mentre i rettori o grandi dean di università del calibro di Harvard o di Insead, accomodati tra antiche boiserie, stavano riflettendo sulle possibili responsabilità della business education di stampo anglo americano sulla crisi mondiale (e in troppi si chiedono ancora chi abbia istruito quei manager a capo delle multinazionali colate a picco), nelle facoltà del Brasile, Australia, India si parlava già di sostenibilità ambientale, di Green Universities, di ranking degli atenei col bollino verde.
In Francia e in Germania, e in alcuni atenei statunitensi, soprattutto della west coast, il rispetto per l'ambiente, la responsabilità globale, già da tempo entrano nei corsi di studio, diventano materie obbligatorie per chiunque voglia lavorare nelle business community.
Nel 2002 300 università nel mondo aderivano a ULSF, University leader for a Sostainable Future 300 università nel mondo, si tratta di uno dei più importanti network che riunisce quegli atenei in grado di condividere l'interesse per la conservazione delle risorse e la difesa degli ecosistemi planetari, ma soprattutto che hanno avviato progetti di sensibilizzazione ambientale, impegnandosi attivamente.
Qualche settimana fa l'Unesco ha dedicato alla Green Higher Education una conferenza Mondiale, su" Insegnamento superiore e la ricerca scientifica a servizio del progresso sociale e dello sviluppo". E sono sempre di più le università e le business school che, stabilendo partenariati strategici, coinvolgono gli studenti in progetti sull'ambiente, sulle città sostenibili, indirizzano la creatività dei nuovi ingegneri su temi e iniziative che devono contenere non solo il rispetto per l'ambiente, ma anche per le fonti alternative di energia.
In Brasile, le facoltà di agraria, per esempio, sono avamposti di sperimentazione e organizzazione delle pratiche biologiche e biodinamiche applicate all'agricoltura. L'Istituto di Scienze biologiche del Minas Gerais sta lavorando da tempo a un programma per aiutare gli agricoltori a riunirsi in cooperative, mettendo insieme i territori vicini della loro fazendas, per produrre biologicamente, affrancarsi dall'utilizzo di fertilizzanti e pesticidi d'importazione.
Diversi tipi di formazione sono proposti agli studenti nella scelta delle facoltà universitarie: agronomia, ingegneria agricola, medicina veterinaria, zootecnica. Profili necessari per portate avanti il progetto di convertire lo sviluppo rurale convenzionale in coltivazione biologica per sviluppare una procedura di certificazione tutta brasiliana dei prodotti biologici. Sono al lavoro anche studenti del marketing per trovare un marchio accattivante che identifichi i prodotti brasiliani delle filiere biologiche
Attualmente nel territorio brasiliano esistono 800mila ettari di colture e allevamenti biologici, con 15 mila produttori. Il Brasile è al secondo posto nel mondo, dopo gli Stati Uniti, tra i produttori di derrate alimentari. Esperti nella coltivazione, e nell'organizzazione dell'agricoltura biologica sono figure necessarie al Paese, per limitare l'abbandono delle campagne di tanti agricoltori. L'Università de Viçosa , nel Minas Gerais si sta impegnando molto in questa direzione, in partenariato con ricercatori europei e istituti superiori di Agraria.
In materia di agricoltura biologia e anche biodinamica, le università tedesche di Karlsruhe, Gottingen e Heidelberg, stanno coinvolgendo gli atenei brasiliani del sud e sud est, in iniziative di ricerca e sperimentazione, sviluppate in simposi internazionali cui partecipano i docenti brasiliani insieme con americani, canadesi ed europei.
Ha appena creato una partnership strategica con l'Instituto di Management e Economia Getulio Vargas di Curitiba, la francese Audencia Nantes Ecole de Management, nel settore della responsabilità globale. Audencia come la Fundação Getúlio Vargas di Curitiba sono membri del Global Compact delle Nazioni Unite, un network multi-stakeholder che unisce governi, imprese, agenzie delle Nazioni Unite, organizzazioni sindacali e della società civile, con lo scopo di promuovere su scala globale la cultura della cittadinanza d'impresa, sono previsti scambi di studenti, di docenti dei corsi di master e mba delle reciproche università.
E' vero che la scelta della città di Curitiba da parte della governance di Audencia Business school, non è casuale, si tratta di un luogo citato come esempio di environmentally conscious urban areas.
Capitale dello Stato brasiliano di Paranà, oggi Curitiba è meta di delegazioni internazionali che arrivano per studiare le caratteristiche del sistema amministrativo, dell'urbanistica e dello sviluppo tecnologico di questa a città, che vanta una rete di trasporti innovativa e un'urbanistica ecocompatibile. Si trova a Curitiba l'Universidad Livre do Mejo ambiente, di fatto una Ong voluta dal ministero della Giustizia del Brasile, che ha come obiettivo il sostegno alle politiche ambientali in tutti i settori, compreso quello dell'istruzione superiore. Nell'edificio interamente costruito con tronchi di eucalipto, recuperati da pali in disuso, si tengono corsi per studenti, che realizzano progetti sull'architettura ecocompatibile.

 

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