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Al Senato indagine conoscitiva sul sistema universitario italiano PDF Stampa E-mail
Attualità
Martedì 18 Novembre 2008 17:33
SenatoLa VII Commissione del Senato, Istruzione pubblica e beni culturali, presieduta dal senatore Pdl, Guido Possa, effettuerà nei prossimi mesi un’indagine conoscitiva sul sistema universitario italiano

Fonte: Unimagazine.it

L’indagine - informa una nota della Commissione - sarà focalizzata sugli aspetti finanziari ed economici, di grande rilievo data la delicata situazione dei conti pubblici e il ridimensionamento delle risorse destinate al settore.
Verranno in particolare esaminati, anche mediante il confronto con gli altri Paesi europei, i seguenti aspetti: l’esorbitante numero dei corsi di laurea e di laurea specialistica; il numero degli studenti in ciascun corso; la dislocazione dei corsi di laurea negli atenei; l’elevatissimo numero dei diversi insegnamenti; l’eccessivo numero delle sedi distaccate delle università. "Particolare attenzione - conclude la nota - verrà inoltre dedicata all’esame dei bilanci delle università. L’indagine consentirà di individuare le aree del sistema universitario italiano di spreco delle risorse pubbliche". (Unimagazine.it)
Proposta della Cisl Università

PROPOSTE DI MIGLIORAMENTO DEL D.L. 180/2008

SI PROPONE DI INTERVENIRE SUI SEGUENTI PUNTI
Con riferimento all’art. 1 punto 1. Per le università che hanno superato il limite del 90%, è necessario distinguere la possibilità d indire le procedure concorsuali dalla assunzione di nuovi docenti risultati idonei. Pertanto si propone che al posto della frase <<non possono procedere…>> si sostituisca l’espressione <<possono procedere all’indizione di procedure concorsuali>> e si propone di sostituire all’impedimento alla assunzione con la seguente frase <<possono procedere alla assunzione di personale nell’anno solare successivo a quello in cui risulti il superamento del limite di cui all’art. 51…>>.

Con riferimento all’art. 1 punto 2. E’ necessario che tutte le università siano in condizione di eguaglianza rispetto alla applicazione di nuove regole sulla sana amministrazione. Pertanto, si deve prevedere che le università con deficit di bilancio possano accedere alla ripartizione a condizione che approvino un piano di rientro. Si propone di aggiungere <<ad accezione di quelle che inoltrano al ministero un piano economico di rientro nel pareggio di bilanci e previa approvazione ministeriale>>.

Con riferimento all’art. 1 punto 3. Oltre alla riserva del 60% per l’assunzione dei ricercatori e al 10% si deve prevedere anche una riserva minima non superiore al 10% per gli associati e al 20% per il personale tecnico-amministrativo.

Con riferimento all’art. 1 punti 4 e 5. Sussistono oggettive difficoltà a reperire un numero di docenti idoneo a soddisfare la procedura con sorteggio, anche utilizzando gli elenchi delle materie affini. Pertanto, si propone la seguente alternativa: A) per la composizione della lista si può ridurre il numero dei commissari da quello triplo a un <<numero doppio rispetto al numero dei commissari complessivamente necessari nella sessione>>; oppure B) le liste in numero triplo siano fatte non con riferimento alla sessione concorsuale, bensì alle sedi concorsuali, sostituendo alla frase <<necessari nella sessione>> la frase <<necessari per i singoli concorsi>>.

Con riferimento all’art. 1 punti 4 e 5. E’ importante allargare ai professori associati la possibilità di far parte delle commissioni per i concorsi di seconda fascia e di ricercatori: in tal modo si ridurrebbe il potere di soggetti o di scuole “forti”. In particolare, con riguardo i concorsi per ricercatori, sarebbe strano prevedere la possibilità per gli associati di essere nominati membri interni e non poter partecipare come commissario quale membro eletto.

Con riferimento all’art. 1 punto 7. Nei concorsi per ricercatore è assolutamente opportuno e necessario reintrodurre una prova che consenta di valutare la conoscenza degli elementi essenziali e caratterizzanti la disciplina messa a concorso insieme con una prova di conoscenza di una lingua straniera. Si deve, inoltre, attribuire un punteggio minimo per la valutazione del titolo di dottore di ricerca. Pertanto, la valutazione finale terrà conto dei titoli, della prova, della conoscenza di una lingua straniera.

All’art. 1 aggiungere il punto 10 secondo il sottoindicato emendamento: Si deve tener conto che, secondo le previsioni del ministro della Pubblica Istruzione, la metà dei professori e dei ricercatori universitari andranno in pensione nei prossimi cinque anni (il picco è previsto nel 2010). Potrebbe essere questa l’occasione per ringiovanire il corpo accademico e, al tempo stesso, non sguarnire pericolosamente la didattica e la ricerca. Attualmente i docenti (ordinari, associati e ricercatori) sono circa 61mila, ciò significa che il saldo tra pensionamenti e nuovi ingressi al 2013/2014 potrebbe dare una cifra di circa 40mila unità di personale docente. Ciò comporta anche il calo del numero di studenti per docente (attualmente di 1/20 circa, alto rispetto alla media europea che è di 1/16). Si potrebbe, pertanto aggiungere il seguente punto: <<In attesa del riordino delle procedure per il reclutamento dei professori universitari, alle procedure indette dopo il 30 giugno 2008 non si applica il disposto dell’articolo 1, comma 2-bis, del decreto-legge 31 gennaio 2005, n. 7, convertito, con modificazioni, dalla legge 31 marzo 2005, n. 43>>.

Con riferimento all’art. 2. Tra i parametri per misurare la qualità del sistema universitario si deve aggiungere anche il parametro della quantità delle ricerche prodotte, frequentemente utilizzato nella composizione delle graduatorie internazionali delle università.
 
 
Proposta Cisapuni

La nostra Organizzazione ha posto l’accento in particolare su tre temi:

1. Assunzioni in servizio –
Abbiamo richiesto una quota di personale tecnico amministrativo non inferiore al 30% delle risorse previste dal D.L.;

2. Fondo di Finanziamento Ordinario –
Abbiamo contestato i tagli che operano in maniera indiscriminata con una punta di criticità nell’anno 2010, chiedendo da una parte una dilazione e dall’altra un’analisi delle attività di risanamento messe in opera dai singoli Atenei.
Tale prospettiva pone le Università, in relazione al 90% relativo alle spese di personale, nella condizione di non potere effettuare alcuna assunzione e di essere considerate non virtuose.
A questo proposito per le Università con annessa Facoltà di Medicina la nostra richiesta è stata quella di un ulteriore abbassamento della quota stipendiale del personale universitario che svolge attività assistenziale e di una analoga considerazione della quota stipendiale del personale docente.
Tale disposizione, a nostro parere, dovrebbe avere carattere continuativo;

3. Governo degli Atenei –
Con riferimento alle modifiche statutarie che sono in corso nelle singole sedi universitarie e tenuto conto di quanto previsto nelle linee guida presentate dal Ministro Mariastella Gelmini alle OO.SS. che prevedono due soli mandati consecutivi di quattro anni della figura del Rettore, abbiamo richiesto quanto segue:
“Fino al 31.12.2009 non sono consentite modifiche agli Statuti dei singoli Atenei che comportino proroghe o un numero maggiore di anni della durata delle cariche degli organismi accademici o che comportino comunque modifiche non coerenti con quanto individuato nelle linee guida già emesse dal Ministero”.

4. Ricercatori –
Abbiamo affrontato altresì l’annosa questione dello stato giuridico relativo al ruolo dei Ricercatori Universitari tenuto conto anche delle disposizioni relative all’assunzione di giovani ricercatori previste dal D.L. 180, ritenendone non più procrastinabile una compiuta definizione.
Sono state inoltre richieste delle modifiche al testo del decreto legge riguardo le procedure concorsuali dei ricercatori e la valutazione dei titoli.
 
 
Proposta Cisal Università

Il CSA della CISAL Università, quale prassi già definita dagli organi statutari e recentemente adottata anche nell’incontro avuto con il Ministro Gelmini lo scorso 11 novembre, ha presentato dei propri documenti su aspetti specifici che, in sintesi riguardano;
1.Il decreto dovrebbe essere integrato con una disposizione che abroghi la legge n. 230-2005 nella parte in cui non consente l’affidamento di incarichi di docenza al personale tecnico-amministrativo.
2.Per la sanità universitaria, si è prodotto il testo integrale del documento predisposto dalla Segreteria nazionale ed approvato dal Congresso;
3.riconsiderare il meccanismo dei tagli al fondo di funzionamento ordinario e del blocco del turn-over:
a) tener conto delle situazioni ante 1997 di taluni Atenei;
b) prevedere la possibilità di misure "premiali" per gli Atenei che non hanno superato il tetto del 90% del FFO.
c) verificare la percentuale tra spesa per il personale docente (2/3) e tecnico-amministrativo (1/3);
d) correggere la quota di cui al 3° comma dell’art. 1 del DL, poiché se il 60% del ricambio di personale è riservato ai ricercatori, per tutte le altre categorie, di fatto il blocco del turn-over è assai alto (ricambio consentito soltanto al 50% del 40%, ovvero il 20%).
e) parametrare la spesa per il personale in euro e non più in punti organico in quanto le categorie di personale tecnico-amministrativo non costano tutte allo stesso modo.
f) rivedere il computo del FFO per gli Atenei che hanno al loro interno la Facoltà di Medicina e Chirurgia, il cui personale, come noto, è impegnato anche in attività assistenziale.

Inoltre si è proposto di lasciare liberi, con effetto immediato, i bandi di mobilità intra-ateneo e inter-ateneo) per il personale docente. Ciò consentirebbe, a costo zero per tutti gli Atenei, una più equa distribuzione di risorse umane che, sul piano nazionale, paiono adeguate ai compiti, ma mal
distribuite.
Infatti, a livello nazionale, il rapporto numero di docenti / studenti è attestato sulla media dei Paesi OCSE.
Si è proposto di introdurre una disposizione che obblighi gli Atenei che intendono bandire nuovi posti per unità di personale docente ad esperire prima un bando di mobilità sia interno all’Ateneo, sia nazionale.
Infine, si è ribadito che; conto della situazione generale del Paese ed in particolare, di talune
Regioni, si esprime contrarietà alla possibilità da parte del Senato Accademico, di deliberare la creazione di Fondazioni universitarie in luogo delle Università pubbliche.
 

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