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| Autovelox: l'incasso delle multe non arriva all'ente e le casse comunali rimangono a secco |
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| Attualità |
| Lunedì 27 Luglio 2009 |
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Fonte: Il Corriere di Rieti Autovelox e multe, spine nel fianco dei reatini e non solo, tornano d’attualità. A riportarli all’attenzione generale ha provveduto stavolta la commissione Trasporti della Camera dei deputati che ha unanimemente approvato, in sede legislativa, la riforma del codice della strada. Riforma che, se confermata senza modifiche dal Senato e prima del grande esodo vacanziero di agosto, contiene novità importanti anche e soprattutto per gli Enti locali, che hanno spesso utilizzato i rilevatori di velocità, o autovelox, per far quadrare i conti dei bilanci e non per scopi preventivi, diretti cioè a prevenire comportamenti in auto rischiosi per se stessi e per gli altri. Non si spiegherebbe altrimenti la scelta di localizzare gli strumenti automatici di accertamento della velocità lungo tratti stradali in cui ridurre la velocità è più pericoloso che pigiare, ma senza esagerare, sull’acceleratore. Tra le novità contenute nella riforma del codice della strada c’è la modifica della destinazione dei proventi delle multe derivanti dall’eccesso dei limiti di velocità: l’incasso delle sanzioni non sarà più destinato all’ente che accerta l’infrazione stradale ma all’Ente proprietario della strada. Una differenza non di poco conto. “Nel caso ad esempio del Comune di Rieti - commenta il segretario della Cgil-Funzione pubblica, Gianni Ciccomartino - l’effetto sarebbe automaticamente, vista la disposizione degli autovelox su strade non comunali, la drastica riduzione delle entrate da multe, ad oggi circa tre milioni di euro l’anno (dati di bilancio)”. Ciccomartino non manca di ricordare come su tali cifre si siano costituiti rapporti contrattuali che hanno fatto discutere non poco. “E’ dal giugno 2008, infatti - aggiunge - che la gestione dell’iter contravvenzionale è stato affidato (senza gara) ad una società frusinate che, ad occhio e croce, incassa dal servizio 600mila euro l’anno. Per il Comune di Rieti la prova del nove sarà costituita dalla verifica, a posteriori, dell’interesse a mantenere le postazioni autovelox su strade non comunali, giustificate fino ad oggi ufficialmente da esigenze di prevenzione e di sicurezza stradale, anche quando queste non produrranno proventi per l’Ente”. Il segretario della Cgil-Fp auspica che si possa finalmente ricondurre l’attività degli appartenenti alla Polizia municipale a quelle istituzionali proprie, “piuttosto che a quelle attività che vengono (giustamente o meno) percepite dai cittadini attività di ‘esazione’”
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Sul territorio i rilevatori di velocità sono localizzati solo lungo arterie provinciali e statali. L’incasso delle sanzioni non sarà più destinato all’ente che accerta l’infrazione stradale ma all’Ente proprietario della strada 







