Banner

Iscrizione Newsletter

Per ricevere periodicamente la nostra newsletter iscriviti inserendo il tuo indirizzo e-mail. Attenzione: il servizio è attivo solo per le caselle @campus.rieti.it rilasciate con la University Card.


Università di Catania: arriva la classifica di merito che giudica i docenti PDF Stampa E-mail
Attualità
Lunedì 27 Luglio 2009 08:03

reccaA pochi mesi dal suo secondo mandato il Rettore dell'Università di Catania, Antonino Recca, giudica i docenti universitari per assegnare i finanziamenti alla ricerca.

Fonte: Unimagazine.it
Autore: Laura Patanè

A pochi mesi dal suo secondo mandato il Rettore dell'Università di Catania, Antonino Recca, stila una classifica di merito per assegnare i finanziamenti alla ricerca. Lo scopo della graduatoria è quello di favorire lo studio e lo sviluppo accademico dando i soldi solo a chi effettivamente fa ricerca a livello nazionale e internazionale. Nel mandato precedente, il Rettore, ha voluto inserire, le pubblicazioni di tutti i docenti nel catalogo d’ateneo per poi mettere in fila i dati. Purtroppo, i risultati ottenuti non sono stati dei migliori e hanno dimostrato che l'università italiana è una "casta di Baroni". A tal proposito, abbiamo chiesto spiegazioni e chiarimenti al prof. Antonino Recca, ideatore e promotore della prima classifica meritocratica che “giudica” i docenti universitari.
Rettore, questa graduatoria di meritocrazia sarà un fatto epocale? Cambierà la struttura del nostro Ateneo, diventando un esempio per l’Italia accademica?
“La cultura della valutazione è certamente un fatto epocale. Al fine di diffondere e di favorire la qualità della ricerca scientifica sono stati attivati strumenti per la misurazione e l’analisi delle attività di ricerca condotte in Ateneo. Pertanto, anticipando le disposizioni ministeriali, è stato istituito il catalogo informatizzato “Saperi”, al quale si può accedere attraverso il portale web di Ateneo, contenente l’anagrafe delle pubblicazioni e dei prodotti della ricerca annualmente realizzata. Ciò, anche nell’ottica che un’attività didattica di qualità va alimentata da una ricerca scientifica rigorosamente orientata verso l’eccellenza, condotta da docenti/ricercatori che siano anche numericamente adeguati per sostenere il carico didattico complessivo dell’Ateneo. Va detto che la particolare attenzione rivolta alla crescita qualitativa della ricerca scientifica ha trovato conferma nell’elevato numero di progetti di ricerca cofinanziati dal Ministero perché riconosciuti di interesse nazionale. Per quanto riguarda i Prin, 33 di essi hanno avuto come coordinatore nazionale un docente dell’Ateneo di Catania, che si è attestato al 14° posto nella graduatoria nazionale. Inoltre, 85 unità di ricerca catanesi sono state premiate con quote di finanziamenti nazionali”.
Visionando il catalogo d’Ateneo, molti docenti, soprattutto ai livelli più alti, risultano i meno “attivi” sul campo delle pubblicazioni. Intende prendere provvedimenti? E quali in particolare?
“Il catalogo delle pubblicazioni è un puntuale monitoraggio. Ad una prima verifica, oltre l’80 per cento del personale docente della nostra Università è risultato potenzialmente in linea con i nuovi parametri di riferimento individuati dalla nuova normativa. Con riferimento ai docenti inclusi nell’elenco degli operativi, l’analisi per Facoltà dimostra l’esistenza di dati elevati, anche parecchio superiori all’86 per cento, e con tre facoltà (Architettura, Agraria e Giurisprudenza) comprese tra il 93,42 e il 94,68 per cento, mentre la facoltà di Medicina e chirurgia e la facoltà di Scienze politiche registrano, rispettivamente, il 71,71 e il 70,80 per cento. Complessivamente, su un totale di 1.675, i docenti operativi nell’attività di ricerca sono 1.370, a fronte dei quali risultano 305 non operativi, e la stragrande maggioranza di questi ultimi è vicina al pensionamento. Il catalogo delle pubblicazioni permetterà, in particolare, di“pesare” l’operatività di ciascun ricercatore in sede di attribuzione di finanziamenti per la ricerca. Andranno, infatti, utilizzati criteri che tengano conto delle specificità di ciascuna area scientifica e della media nazionale della produzione scientifica di ciascun settore disciplinare”.
Vi sono presidi di Facoltà che hanno un punteggio basso. Come mai il ridotto numero di pubblicazioni non impedisce le scalate accademiche?
“Nell’ambito delle molteplici attività che vengono svolte all’interno dell’Ateneo, a cui si aggiungono i molteplici impegni di rappresentanza in altre sedi nazionali ed internazionali, il carico di lavoro di determinate figure istituzionali risulta assai notevole, purtroppo con tempi sottratti proprio all’attività di ricerca scientifica, che prima dell’assunzione della carica istituzionale, dato il maggior tempo a disposizione, era ben più consistente, anche per quanto riguardava le pubblicazioni. Alla luce dei dibattiti aperti presso la Crui ed il Cun in tema di ricerca scientifica, sempre con riferimento alla cultura della valutazione della produzione scientifica, sarà affinato il meccanismo, oggi applicato in prima approssimazione, per l’individuazione dei ricercatori operativi (sulla base della produzione di ciascuno nell’ultimo quinquennio) che andranno più intensamente coinvolti nella vita e nel governo dell’Ateneo”.
Esaminando ulteriormente lo schedario, il rammarico più grande viene dalla constatazione che molti ricercatori pur avendo uno stuolo di pubblicazioni, sono ancora assegnisti o ricercatori. Come spiega, ma soprattutto cosa intende fare per evitare in futuro questi problemi di meritocrazia?
“In Italia, purtroppo, la media dei ricercatori è di 55 anni (terza fascia dopo quelle dei professori ordinari e dei professori associati), a fronte dell’età media europea che è di 43 anni. Anche in questo caso anticipando le strategie governative, uno dei risultati significativi delle iniziative intraprese riguarda il reclutamento dei ricercatori, grazie al fatto che al nostro Ateneo è stata riconosciuta la positività della politica finanziaria condotta dalla sua amministrazione: Ciò ha consentito di ottenere 52 posti di ricercatori cofinanziati dal Miur, mentre sarà possibile procedere ad ulteriori assunzioni, pur nel rispetto delle limitazioni del turn over così come ridefinite dalla legge 1/2009, utilizzando a tale finalità una maggiore percentuale delle risorse derivanti dalle cessazioni dai ruoli di personale in servizio nell’anno precedente. La valutazione della ricerca svolta, in termini quantitativi e soprattutto in termini qualitativi, consentirà l’assunzione di giovani di qualità nel ruolo dei ricercatori, nella piena consapevolezza che il loro dimostrato impegno risulterà senz’altro utile all’inscindibile binomio ricerca scientifica ed attività didattica finalizzato alla crescita della società della conoscenza ed alla migliore formazione degli studenti universitari”.
In conclusione, le cifre più significative emerse dalla ricerca, condotta dal Rettore di Catania, evidenziano che 255 sono i professori dell’Università di Catania che, secondo la banca dati dell’ateneo, hanno pubblicato poco o niente gli ultimi 5 anni. 110 docenti su 402 della Facoltà di Medicina hanno un punteggio inferiore a 10. Tra questi ci sono molti ordinari e associati. Inoltre, 33 docenti su 113, nella Facoltà di Scienze Politiche, hanno un punteggio inferiore a 10.

 

© 2008-2011 Sabina Universitas - Polo Universitario di Rieti S.C.p.A.
P.I. 00982440570 - Tutti i diritti riservati.