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Albania, l’università "Aleksander Moisiu" proibisce il velo PDF Stampa E-mail
Attualità
Mercoledì 22 Luglio 2009 11:04

veloProibito ad una studentessa di partecipare alle lezioni, perché indossava il chador. Il Rettore:"la nostra è una scuola laica e il regolamento proibisce l'esibizione di simboli religiosi"

Fonte: La repubblica Metropoli

In Albania il rettore dell'università di Durazzo ha proibito ad una studentessa di partecipare alle lezioni, perché indossava il chador, tradizionale fazzoletto che le fede islamica suggerisce alle donne di portare stretto intorno al viso. Il rettore dell'università "Aleksander Moisiu", istituto pubblico inaugurato solo quest'anno, ha spiegato la sua decisione sostenendo che "la nostra è una scuola laica e il regolamento proibisce l'esibizione di simboli religiosi".
La studentessa, Behije Hoxha di 19 anni (il cui cognome, peraltro diffuso in Albania, significa letteralmente "imam") dopo la contestazione ha scelto di non presentarsi più alle lezioni.
Un portavoce della comunità musulmana ha criticato l'atteggiamento del rettore, affermando che "l'uso del chador è una scelta personale" che non comporta alcuna responsabilità per la scuola. Fonti della stessa comunità richiamano anche il contenuto della Costituzione albanese che sancisce la piena libertà di culto che implica quindi anche la libertà di applicarne le tradizioni di cui il chador è parte.
Secondo l'unico censimento compiuto in Albania, 70 anni fa, i musulmani costituirebbero il 70 per cento della popolazione, contro un 20 per cento ortodosso e un 10 per cento cattolico.

Intanto in Italia fanno discutere le dichiarazioni del primo ministro, Romano Prodi, sul velo islamico. Per il presidente del Consiglio Romano Prodi le donne immigrate musulmane non devono nascondere completamente il loro volto dietro a un velo, se vogliono integrarsi davvero e essere parte del futuro dell'Italia.
Di fronte alla presa di posizione del premier il centrodestra sottolinea l'aspetto sicurezza, cioè la necessità di poter riconoscere comunque le donne che portano il velo. Mentre il centrosinistra mette in guardia dall'affrontare la questione solo sul versante dell'ordine pubblico, quando la grande prospettiva è quella dell'integrazione.

Roberto Castelli, presidente dei senatori leghisti, ricorda che per l'opposizione aprire un dibattito sull'uso del velo potrebbe favorire le organizzazioni terroristiche. Il pericolo è dimostrato dal fatto che "alcuni terroristi hanno cercato di fuggire dalle forze di polizia nascondendosi dietro ad un burqa".

Maurizio Ronconi, dell'Udc, ha detto che è "una cosa scontata" che il velo non copra il volto.Nascondere il volto "non può essere tollerato", dice il segretario dello Sdi, Enrico Boselli che aggiunge: "Vi è una legge ed è giusto che venga rispettata da chi vive nel nostro paese. Il burqua non può essere tollerato".
Le affermazioni di Prodi alimentano il dibattito anche nel mondo islamico. "L'islam non impone alla donna di coprirsi interamente, ma solo di velare alcune parti del corpo", sottolinea il presidente dell'Unione degli ulema libanesi, Hasan Abdallah.

Dall'Egitto, Ali Samman, presidente del Comitato permanente per il dialogo tra le religioni di Al Azhar, la principale istituzione teologica di tutto il mondo islamico sunnita, dice: "Il velo fa parte delle raccomandazioni per raggiungere l'Ihtisham, la modestia femminile, considerata un valore per l'Islam, ma credo che qui il dibattito sia più inerente alle libertà delle donne che ai precetti religiosi ".

 

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