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I precari universitari alla Gelmini: «Faccia chiarezza sui ricercatori» PDF Stampa E-mail
Attualità
Martedì 21 Luglio 2009

precariIl Coordinamento Nazionale dei precari dell'Università Flc-Cgil ha chiesto un «confronto immediato e diretto al fine di comprendere con chiarezza quali sono le misure previste, per una soluzione efficace e tempestiva del reclutamento dei ricercatori universitari»

Fonte: Il Messaggero.it

I precari dell'università chiedono chiarezza sulle norme del reclutamento per i ricercatori. In una lettera aperta al ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini, il Coordinamento Nazionale dei precari dell'Università Flc-Cgil ha chiesto un «confronto immediato e diretto al fine di comprendere con chiarezza quali sono le misure previste, per una soluzione efficace e tempestiva del reclutamento dei ricercatori universitari».

«Da molti mesi - si legge nella lettera - il Paese aspetta invano il decreto attuativo di definizione dei criteri di valutazione dei titoli e delle pubblicazioni nei concorsi a ricercatore. Un decreto che promette maggiore trasparenza nello svolgimento dei concorsi e che renderebbe possibile sia lo sblocco dei concorsi già banditi dagli atenei sia l'avvio della seconda e della terza tranche del reclutamento straordinario».

I ricercatori mantengono alto il livello degli atenei italiani. Il Coordinamento sostiene che la situazione dell'università italiana in questo momento è particolarmente critica, soprattutto «per quella fascia di studiosi che ancora non ha un rapporto lavorativo a tempo indeterminato con gli atenei e che però, con dedizione, competenza e sacrificio, da molti anni fa quella ricerca grazie alla quale l'Italia continua a essere ai vertici internazionali». Da molti anni a questa parte, infatti, quasi la metà del personale impegnato a tempo pieno in ricerca e docenza nelle universitài è reclutato «con contratti parasubordinati e borse di studio, la maggior parte dei quali privi delle più essenziali tutele previdenziali ed assistenziali».

La sovrapposizione delle riforme ha creato uno stallo generale. «Purtroppo - prosegue la lettera - la sovrapposizione di diverse riforme, che non sono mai state rese completamente operative, ha generato una situazione di devastante stallo generale e, in particolare, una sostanziale e gravissima sospensione del reclutamento, cioè dei concorsi a ricercatore banditi a livello nazionale». Grazie ad alcune indagini, si stima infatti che nelle Università italiane vi siano circa 50.000 precari impegnati a tempo pieno nella ricerca e docenza».

Occorre un piano straordinario che non sia più procrastinabile. «Occorre in primo luogo dare finalmente attuazione a un piano di reclutamento straordinario non più procrastinabile, il ministero deve dettare quanto prima le linee guida per una campagna di reclutamento ciclico e ordinario sulla base delle reali esigenze di didattica e ricerca degli atenei, che prenda il via col prossimo anno accademico». «È necessario inoltre, da subito -spiega il Coordinamento - assicurare ai ricercatori e docenti precari i diritti minimi di ogni lavoratore: retribuzioni adeguate, diritti pensionistici ed assistenziali, ammortizzatori sociali, rappresentanza negli organi accademici».

Mai più contratti a titolo gratuito. «Ricordiamo -concludono i precari Flc-Cgil- che non è più accettabile la stipula di contratti di docenza a titolo gratuito, modalità indecente diffusasi in molti Atenei del paese. L'assenza di retribuzione è infatti inevitabilmente correlabile con la riduzione della qualità dell'offerta didattica e soprattutto con un inaccettabile trattamento dei lavoratori».

 

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